Il consigliere regionale Michele Petraroia lancia una proposta per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto in Emilia-Romagna. In particolare propone all’assessore agli Enti Locali Chieffo di verificare se è possibe far giungere nell’area terremotata dei moduli abitativi, di qualsiasi tipologia o forma, per sopperire anche provvisoriamente alle esigenze delle frazioni più isolate. “Ricordo che nel 2002 risolvemmo tanti piccoli problemi grazie alla disponibilità dei comuni umbri e marchigiani, che avevano in disuso moduli ricettivi e li portarono a proprie spese nelle nostre campagne o nei comuni dove se ne presentò la necessità” – spiega Petraroia.

“Recandomi nell’area di Fossoli, Cavezzo, Carpi, Mirandola, Finale Emilia e Rovereto sulla Secchia, ho toccato con mano la dignità di quelle popolazioni – continua. Ho conosciuto una famiglia molisana che ha perso tutto e che, con tre bimbi piccolissimi, da quattro notti dorme in macchina, senza un bagno, una doccia o una tenda. E ho conosciuto una centenaria che dorme sul cassone di un treruote coperto da una plastica posticcia e soluzioni di fortuna che non possono permanere nel tempo. Il sindaco li vuole obbligare a raggiungere il campo base di Novi di Modena, ma loro non intendono allontanarsi dalle cose che hanno costruito con una vita di sacrifici e preferiscono rimanere a vigilare contro gli sciacalli che girano per rubare nelle case terremotate”.

“La Protezione Civile del Molise, che opera nel campo base di Medolla, sta facendo un ottimo lavoro – prosegue il consigliere regionale – sopperendo ad attività di soccorso e di assistenza alla popolazione locale con una capacità di accoglienza per 400 persone che progressivamente và implementandosi. Nel pomeriggio di ieri ho avuto modo di esprimere personalmente un forte apprezzamento a tutti i nostri volontari impegnati a Medolla e, incontrando i responsabili del campo base sono stato informato sui giudizi positivi del Capo Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Prefetto Franco Gabrielli, che in più circostanze ha menzionato il Molise per capacità organizzative ed efficienza. Se, in aggiunta a ciò, fossimo in grado di far partire qualche camion verso il Nord, con iniziative dei comuni, dell’associazionismo e delle imprese locali, con bagni chimici e docce, tende, e qualche modulo abitativo non più in uso, potremmo agevolare altri terremotati con azioni modeste ma concrete. Sono consapevole dei limiti organizzativi e delle difficoltà economiche che assillano i comuni molisani – conclude Petraroia – ma se uniamo le forze possiamo renderci promotori di pochi interventi mirati in favore di famiglie, di imprese agricole o di minuscole frazioni che ad oggi non sono ancora state contattate”.

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