La pubblica stampa ha una missione ben più alta e nobile da compiere che quella di prostituirsi in bassezze e in volgarità disgustose, che tornano di pubblico nocumento. Nel trattare le questioni inerenti il nostro Molise serbiamo la più scrupolosa serenità di animo senza mai lasciarci trasportare da falsi preconcetti, rilevando il bene per il bene e il male per il male.
È importante non dare retta alle esternazioni assurde ed egoistiche di chi cerca di assurgere a Robin Hood della situazione in ogni momento. A qualche scambio di battute tra pochi sodali preferiamo mostrare ai nostri lettori quali siano i loro diritti e i loro doveri, senza inculcare nei loro animi il disprezzo per chi ci governa o la disubbidienza alle leggi e alle istituzioni cui siamo sottoposti.
A noi piace difendere le sorti dei più deboli, di chi rischia il posto di lavoro o è costretto ad andare altrove per curarsi, non con le sterili commiserazioni ma con le sagge esortazioni. Comprendiamo quanto sia arduo e faticoso il nostro compito in questa regione dove gli arruffapopoli incalzano ogni giorno. Per fortuna le brave persone non mancano. E a loro diciamo che se hanno una buona notizia da diffondere o un’ingiustizia da rilevare saranno sempre ben accolti dal nostro giornale la cui redazione è fatta da un direttore attento e scrupoloso e da giovani volenterosi e consapevoli della nobiltà della missione assunta, cui dedicano tutto il loro amore.
Quello che detestiamo è la vanagloria di chi fomenta la fiamma dell’odio di parte, senza reticenze e senza paura, scendendo sempre a ingiustificabili aggressioni personali, provocando polemiche non obiettive, puntando il dito contro la classe politica dirigente anche quando non ha colpe come ad esempio quelle legate al mondo della sanità, ben sapendo che la Regione ha le mani legate con il commissariamento deciso dall’alto. Per questo motivo ci asterremo dal trattare argomentazioni di qualche predicatore solitario animato dal proposito di volere apparire a tutti i costi su qualsiasi argomento, senza alcuna cognizione di causa. È davvero sconfortante vedere chi quotidianamente, e anche più volte al dì, si occupa di innumerevoli problemi alimentando polemiche e questioni false e ridicole dimenticando invece i più gravi e seri problemi legati al mondo del lavoro che riguardano tanti molisani. Nessuno ignorerà che troppo tardi si è acceso il dibattito sul futuro della Unilever. E sinceramente non è bello vedere l’assenza di unità d’intenti su come affrontare il futuro. Come non è bello vedere i tanti disservizi che si registrano sulla tratta ferroviaria Roma-Campobasso. Treni che si fermano sul più bello, anche per un passaggio a livello rimasto aperto, a fronte di milioni di euro impegnati per avere servizi mortificanti.
Su questi argomenti bene farà la classe politica molisana a puntare i piedi. Questa è la via che con entusiasmo ci siamo proposti di percorrere. Ci riusciremo? Ne abbiamo viva speranza. Certo, nel difficile cammino, la capacità e i mezzi potranno farci difetto, non mai la fermezza e la nobiltà dell’intento. Occorre che si disperda la leggenda della nostra perenne inferiorità o che entri perlomeno nella mente di ognuno la persuasione che sta unicamente in noi la possibilità di metterci alla pari con altre regioni limitrofe. In Molise ci sono tesori di energie i quali non aspettano se non le persone di buona volontà per fruttificare meravigliosamente. E ora di finirla con le sterili polemiche. Lasciamo lavorare in pace chi ci amministra.
L’attuale classe politica è stata votata dai molisani non certo da tre o quattro persone. Se i politici sbagliano c’è un solo modo per punirli, non rivotarli la prossima volta. Non ci sono altre vie. È questa la regola della democrazia. È successo con Renzi, con Grillo, ora con Salvini, domani chissà con le sardine. Il popolo è sovrano.
Rileggendo queste parole la coscienza non ci dice che stiamo mentendo. La regola del consenso elettorale va rispettata.
Attendiamo serenamente con la fiducia che la riscossa dei sani ideali, la legittima reazione delle coscienze libere segni la fine di tristi e infeconde lotte nelle quali nel nostro Molise si fa strazio e ludibrio.
Si volgano, invece, i pensieri alla rigenerazione che tutti possiamo compiere magari stimolando l’attuale classe dirigente con animo concorde. Non volgari contese per ambizione di apparire a tutti i costi, ma fecondo desiderio del bene. Saremo i primi ad augurarci che ciò avvenga nel più breve tempo possibile. Solo allora potremo volgere gli sguardi a una meta civile, non più turbata da lotte sleali e ingiuste.
La quasi totalità dei molisani non da retta alle fantastiche leggende che qualcuno tenta di diffondere. Le funeste bramosie di creare uno scandalo a tutti i costi passano in secondo piano quando si pensa a illuminare le coscienze per la verità e la giustizia. È un sano principio proclamato da molti.
Ci auguriamo che questa riflessione conduca a ottenere il conseguimento di quella meta che è la più santa ispirazione di tutti: il miglioramento sociale. È questione di lealtà giornalistica e noi ci vantiamo di sentirla molto, ma molto diversamente dai moralisti imperanti nel Paese, dopo ogni tornata elettorale.
Pasquale Damiani

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