Si chiama Antonio Signore, ha 28 anni e potrebbe risultare sconosciuto ai più. Non è esattamente così. Il suo nome d’arte è Junior Cally, rapper dal linguaggio estremo e dai testi crudi e violenti finito nel vortice delle polemiche per la sua annunciata presenza al Festival di Sanremo. Testi al limite della misoginia, inneggianti alla violenza, motivo per il quale la sua presenza – per il suo significato concreto – non è particolarmente gradita. L’ennesimo altolà all’esibizione del rapper romano sul palco del festival della canzone italiana arriva anche dalla consigliera regionale di maggioranza Paola Matteo. Non c’è Sanremo senza polemiche, questo è certo; nel frattempo Junior Cally ha provato anche a spiegarsi e scusarsi per quelle parole contenute nel brano “Strega”, pubblicato nel 2017, e poi utilizzate come ritornello per un altro testo. Paola Matteo non ci va per il sottile: la partecipazione del rapper, che nasconde la propria identità sotto una maschera antigas, rischia di vanificare gli sforzi compiuti per combattere la violenza di genere, camuffando l’incitamento all’odio con la libertà di espressione artistico-musicale. Messaggi pericolosi, quelli di Junior Cally, visto che raggiungono migliaia di teen-ager, rincara la dose. Proprio in questi giorni, Paola Matteo ha avuto modo di ascoltare la testimonianza di una donna vittima di violenza, di una sopravvissuta. I segni sul corpo di Filomena Lamberti testimoniano «le atrocità che cerchiamo di combattere: non dobbiamo dimenticare – spiega la capogruppo di Orgoglio Molise – che questo tipo di violenza può essere fomentata dall’odio che circola anche attraverso i media. Ho sempre creduto che alla base ci sia un problema di natura culturale, a partire dal linguaggio di genere. Per questo è necessario salvaguardare il pubblico, le nuove generazioni e tutti coloro che ricevono questi messaggi che passano attraverso la televisione e i canali social».
Da sempre in prima linea, in particolare sulle azioni per la prevenzione e il contrasto ai fenomeni della violenza contro le donne, Paola Matteo spiega perché ritiene che Junior Cally non debba esibirsi sul palco di Sanremo. «E’ necessario non cancellare tanti passi in avanti che le donne hanno compiuto attraverso durissime battaglie contro un mondo misogino e ricco di violenza.
Ecco perché permettere a questi testi di circolare, senza censura, vorrebbe dire giustificare, ancora una volta, quei comportamenti, quegli atteggiamenti e, soprattutto, quelle parole, che ogni giorno cerchiamo di contrastare. La battaglia contro ogni forma di discriminazione e l’affermazione dell’uguaglianza è serrata e non possiamo permetterci errori in questo percorso. Dobbiamo andare avanti e non disperdere i progressi culturali raggiunti con enorme fatica». Insomma, Junior Cally a Sanremo? «No, grazie», che poi è il titolo della canzone con la quale dovrebbe gareggiare.

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