L’ex sindaco Francesco Lombardi, attualmente consigliere di minoranza del Comune di San Pietro Avellana, rischia di essere estromesso a giorni, se non in queste stesse ore, dal Consiglio comunale.
Nei giorni scorsi, infatti, l’assise civica del piccolo centro dell’Alto Molise, si è occupata, nel corso di una seduta, della contestazione definitiva della causa di incompatibilità sopravvenuta a carico proprio del consigliere Lombardi. L’ex sindaco è stato eletto in minoranza alle elezioni dell’ottobre 2021, quelle vinte dalla sindaca attuale, Simona De Caprio. Più recentemente, nel settembre scorso, lo stesso Lombardi, a mezzo dei propri legali Giuseppe Di Vito e Adele Bonifacio ha notificato al Comune di San Pietro Avellana un ricorso per vedersi riconoscere il diritto, relativamente al decennio durante il quale ha fatto il sindaco, ad ottenere dal Comune il rimborso degli oneri assistenziali, previdenziali e assicurativi versati in applicazione dell’articolo 86 Tuel, quantificati in 41.728,14 euro.
Il giudice del Tribunale di Isernia – Sezione lavoro – ha fissato per la comparizione delle parti e la discussione l’udienza nel maggio prossimo venturo.
L’attuale amministrazione non ha alcuna intenzione di pagare, almeno così pare, tanto che con deliberazione di giunta comunale ha conferito incarico legale all’avvocato Sara Nini, per tutelare gli interessi dell’ente. E fin qui siamo ad una scaramuccia legale tra un ex sindaco e una sindaca in carica. Quest’ultima però si appella ora all’articolo 63, comma 1, n. 4, del D.Lgs. n. 267 del 18 agosto 2000 ai sensi del quale «non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo, rispettivamente, con il Comune o la Provincia».
In sintesi: Lombardi fa causa al Comune quindi non può continuare ad essere consigliere comunale. Perché la lite giudiziaria con l’ente si configura come una sopraggiunta condizione di incompatibilità.
Il Consiglio comunale di San Pietro Avellana ha infatti contestato formalmente al consigliere Lombardi «l’intervenuta condizione di incompatibilità a ricoprire la carica di consigliere comunale, consistente nell’ipotesi di lite pendente nei confronti del Comune».
Il diretto interessato ha presentato delle memorie difensive nell’arco temporale previsto, che tuttavia non hanno convinto né la sindaca De Caprio né l’intera maggioranza. L’assise civica, dunque, a maggioranza, con otto voti favorevoli e due contrari, quelli dei consiglieri Giuseppe Sebastiano e Domenico Quaranta, ha deliberato la sussistenza della sopravvenuta incompatibilità di Lombardi alla carica di consigliere comunale. Inoltre il Consiglio ha invitato Lombardi a «a rimuovere la sussistente causa di incompatibilità sopravvenuta entro dieci giorni dalla notifica della presente deliberazione».
«Qualora il Consigliere non vi provveda entro i dieci giorni successivi dalla notifica della presente deliberazione – si legge negli atti – il Consiglio comunale lo dichiarerà decaduto».

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