Un allarme che suona invano, da decenni ormai, inascoltato da chi dovrebbe farlo per dovere di istituto. La Caritas diocesana di Trivento ha appena dato alle stampe il nuovo Quaderno della Solidarietà dal titolo “Non borghi, ma paesi: comunità che resistono allo spopolamento”. Al suo interno è contenuta una dettagliata analisi sociografica dei vari paesi della Diocesi di Trivento curata dal professore Fabrizio Nocera. I dati mostrano e confermano che l’intero territorio a cavallo tra Abruzzo e Molise sta lentamente, ma inesorabilmente comparendo in termini di presenze umane. Lo spopolamento, di cui si parla e basta da decenni, senza fare il minimo sforzo in termini di politiche efficaci per arrestarlo e convertirlo, colpisce duro soprattutto i piccoli centri montani della provincia di Isernia. L’intera area, che ha come capitale baricentrica Agnone, mostra un ridimensionamento demografico molto marcato e conferma «come anche questa parte della Diocesi sia stata investita, nel corso degli ultimi decenni, da una contrazione profonda e prolungata della popolazione» si legge nel report della Caritas. Nel complesso si passa da 24.373 abitanti nel 1992 a 16.798 nel 2024, con una perdita di 7.575 residenti, pari al -31,1 percento. In poco più di trent’anni il territorio ha dunque perso quasi un terzo dei suoi abitanti. Il calo interessa tutti i Comuni, anche se con intensità differenti.
In valore assoluto la perdita più consistente riguarda Agnone, che scende da 6.198 a 4.571 abitanti, con un saldo negativo di 1.627 residenti (-26,3%). Seguono Frosolone, che passa da 3.511 a 2.745 abitanti (-766; -21,8%), e Poggio Sannita, che scende da 1.156 a 530 residenti (-626; -54,2%). Molto rilevanti appaiono anche le diminuzioni di Capracotta (-526; -41,3%), Pietrabbondante (-478; -45,2%) e Bagnoli del Trigno (-477; -43,9%). Se si osservano i valori percentuali, il quadro appare ancora più critico in alcuni Comuni di minore dimensione. Il dato più preoccupante è quello di Poggio Sannita, che perde il 54,2% della popolazione, seguito da Pescopennataro (-51,8%) e Castelverrino (-48,3%). Anche Pietrabbondante (-45,2%), San Pietro Avellana (-44,6%), Bagnoli del Trigno (-43,9%) e Chiauci (-42,7%) mostrano una contrazione molto forte.
Più contenuta, almeno in termini relativi, appare invece la flessione di alcuni centri che sembrano aver conservato una maggiore capacità di tenuta: Civitanova del Sannio registra il calo più basso dell’intero gruppo (-13,8%), seguita da Frosolone (-21,8%), Castel del Giudice (-23,0%) e Carovilli (-23,4%). «Nel complesso, – si legge sul quaderno Caritas – emerge l’immagine di un territorio interno attraversato da un declino diffuso, che colpisce tutti i comuni ma con intensità diverse, e che continua a riflettere gli effetti combinati dell’invecchiamento, della bassa natalità e della perdita di popolazione giovane». L’analisi si basa sugli ultimi dati disponibili diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica. Le analisi sulla dinamica demografica fanno riferimento al bilancio del 2024, mentre quelle sulla struttura per età utilizzano i dati della popolazione residente al gennaio 2025.

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