Ha fatto il giro del web e dei media nazionali, la notizia della scomunica per scisma per don Domenico Cantore, ormai ex sacerdote della Chiesa cattolica apostolica romana e vecchia conoscenza dell’area matesina: don Domenico, infatti, pochi anni fa fece tappa a Castellone di Bojano, come amministratore parrocchiale. Nei giorni scorsi, il vescovo della diocesi di Castellaneta (Taranto), Sabino Iannuzzi, lo ha scomunicato per scisma perché Cantore il 12 novembre scorso si è fatto nominare vescovo di rito ortodosso nella città di Cetinje, in Montenegro. E al rientro a Mottola avrà la cura spirituale dei fedeli ortodossi, in particolare di quelli provenienti dal Montenegro. Come riporta il Corriere della Sera, assumerà il nome di vescovo Kyriàkos, in italiano Ciriaco, continuando a vivere insieme con altri monaci, nel monastero San Nicola Taumaturgo, da lui stesso fondato nel territorio di Mottola. E proprio nel palazzetto dello sport di Mottola celebrerà la sua prima messa ortodossa oggi, domenica 19 novembre alle 10. L’ex parroco di Castellone, dove ha lasciato un bel ricordo del suo apostolato anche se per una breve parentesi tra il 2019 e il 2020, lasciò la parrocchia della piccola borgata bojanese in maniera polemica, perché – come lui stesso affermò durante un’omelia -, il vescovo Bregantini gli aveva promesso che avrebbe potuto realizzare il suo progetto di un monastero di rito greco-latino, non mantenendo fede agli impegni presi, a suo dire. Insomma, in Puglia si è verificata una situazione del tutto analoga a quanto accaduto anche in Molise, con la differenza che ora è addirittura arrivata la scomunica. Già lo scorso anno, l’amministratore apostolico di Castellaneta, monsignor Claudio Maniago, lo aveva scomunica latae sententiae per il delitto di scisma. Quel provvedimento fu inizialmente revocato dal successore di Maniago, l’attuale vescovo Sabino Iannuzzi, nel tentativo di riaccoglierlo nella Chiesa cattolica. Ma, dopo un anno, don Domenico Cantore ha riabbracciato la fede ortodossa: così si può dire definitivamente terminato il suo apostolato nell’ambito del cattolicesimo. Ma non è tutto, perché dalla diocesi di Castellaneta è arrivato un appello ai fedeli, ovvero quello di non recarsi alle sue celebrazioni, per non incorrere nel delitto di scisma e quindi nella scomunica. In una nota, la diocesi scrive che «la notizia che il reverendo Domenico Cantore abbia cercato ed ottenuto illegittimamente, senza mandato pontificio, una presunta ordinazione episcopale in una comunità ecclesiale non in comunione con la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, rattrista molto in quanto, con questa presunta ordinazione episcopale, si è consumato un gravissimo atto di lacerazione della comunione ecclesiale da qualificare nuovamente come scisma». Il vescovo ha quindi impartito ai parroci della diocesi la disposizione di «non mettere a disposizione del reverendo Domenico Cantore luoghi e strutture di proprietà delle parrocchie e di enti ecclesiastici e di avvertire continuamente, secondo l’opportunità, i fedeli, esortandoli a disertare eventuali celebrazioni o riunioni da lui promosse nel territorio diocesano o altrove -. Auspico vivamente – conclude il metropolita pugliese – che nessuno si lasci coinvolgere o partecipi a tali pratiche, per non incorrere nel delitto di scisma e, di conseguenza, nelle pene previste dalla normativa canonica, non esclusa la scomunica, ponendosi di fatto fuori dalla comunione ecclesiale». Insomma, un triste epilogo per l’esperienza cattolica di don Domenico, che all’ombra del Matese era benvoluto e apprezzato dai parrocchiani per le sue idee di evangelizzazione. Tra le attività più apprezzate, oltre all’ascolto delle anime e alla liturgia, quella dell’iconografia: don Domenico, infatti, è maestro iconografo, e anche a Castellone aveva cercato di riportare, in continuità con il passato, l’arte bizantina, la teologia e la spiritualità presente in ogni icona.

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