Anche il cielo, ieri mattina, sembrava che piangesse per la scomparsa di Claudio Amodeo, l’operaio di 53 anni deceduto nel Centro grandi ustionati di Napoli dove era ricoverato a causa delle ferite riportate dopo il tragico incidente della settimana scorsa che si è verificato all’interno dello stabilimento della Heidelberg Materials Italia Cementi di Guardiaregia
Ieri, proprio nel piazzale davanti la cementeria matesina, la mobilitazione organizzata dai lavoratori dell’azienda e indetta da Cgil e Uil in occasione dello sciopero nazionale programmato prima del terribile accaduto per chiedere più sicurezza sui luoghi di lavoro e dire ‘basta’ alle morti di lavoratori: tante le persone presenti – insieme ad alcune delegazioni di lavoratori provenienti da tutta Italia – per ricordare l’operaio di Vinchiaturo, che ha lasciato una moglie e due figli oltre che due comunità, quella di Guardiaregia e quella di Vinchiaturo – appunto – devastate dal dolore.
Un bollettino di guerra, quello delle morti sul lavoro: i numeri nazionali parlano di tre vittime ogni giorno e in Molise la percentuale è altissima. Ad aprire e chiudere la manifestazione di ieri mattina il minuto di raccoglimento proprio per Claudio Amodeo. Sui volti dei colleghi tutta la commozione per una tragedia che non verrà dimenticata.
I sindacati saranno vicini alla famiglia, dall’improvvisato trespolo davanti alla fabbrica le parole di fuoco della segretaria della Uil Molise, Tecla Boccardo: «Purtroppo i lavoratori in Molise vivono sotto il ricatto del lavoro, perché quando il lavoro non c’è molto spesso si accetta tutto, si sta in silenzio e si rischia anche di più perché si ha paura di ribellarsi rispetto a cose che potrebbero migliorare – afferma Boccardo -. Spero che da questo luogo e da questo momento si possa avviare quello che è il riscatto del Molise, un riscatto che passa attraverso il lavoro dignitoso, di qualità, a tempo indeterminato e non più precario».
Il segretario della Cgil, Paolo De Soci, ricorda quei terribili momenti e la precarietà non solo lavorativa in cui versa il Molise dove si fa fatica a garantire i diritti costituzionali: «Giovedì pomeriggio nei minuti successivi all’incidente eravamo qui, guardavamo il cielo perché forse doveva arrivare un elicottero – racconta -. Poi siamo andati in ospedale e abbiamo assistito alla mancanza di ambulanze. Insomma, a quel dramma che ha caratterizzato l’incidente sul lavoro se ne aggiunto un altro, quello delle famiglie e di noi stessi che ci vedevamo smarriti pensando a come sia complicato esigere diritti costituzionali sul nostro territorio, cosa che ci impegna ancor di più anche in un momento difficile come questo».
Claudio era un uomo buono che «sorrideva con gli occhi», ricordano amici e colleghi. Da poco aveva iniziato il percorso da Responsabile della sicurezza sul lavoro. Giovedì scorso non era di turno, ma il destino in quello che è accaduto ha avuto forse un ruolo decisivo. A fare maggior chiarezza sull’accaduto sarà l’autopsia. Intanto le indagini vanno avanti: sarebbero due le persone iscritte nel registro degli indagati.
Il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro è invece sul tavolo del Governo. Il segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi, unitamente alla collega Tatiana Fazi, parla di rilancio dello stabilimento come priorità nazionale: «Noi su questo e su altri stabilimenti pensiamo, al di là di quello che è accaduto, che si debba investire di più, soprattutto perché passano gli anni, le tecnologie cambiano e quindi ci sono dei miglioramenti che vanno fatti».

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