Campitello Matese si è risvegliata di nuovo bianca e, almeno per qualche giorno, le aspettative di operatori e turisti possono dirsi rispettate. La nevicata di mercoledì, seguita da 24 ore di freddo secco nonostante il sole, ha permesso di rimettere in moto anche i cannoni per l’innevamento artificiale, un sistema che qui, negli ultimi anni, è rimasto spesso fermo per temperature troppo miti in quota.
La perturbazione di metà settimana ha riportato la neve sulle piste matesine, regalando al comprensorio uno scenario finalmente invernale dopo un inizio di stagione a singhiozzo, come accade spesso prima di gennaio.
Le basse temperature registrate in quota tra mercoledì notte e il giorno successivo hanno consentito di attivare l’innevamento tecnico, operazione tutt’altro che scontata in una stazione che, nella scorsa stagione, ha potuto garantire sciabilità non senza difficoltà e quasi solo grazie alla neve artificiale e in pochi fine settimana.
Per gli operatori del settore è una boccata d’ossigeno: la possibilità di combinare manto naturale e artificiale significa poter programmare con un minimo di continuità, dopo mesi in cui la tenuta della stagione era appesa alle oscillazioni del termometro più che alle previsioni di calendario.
Nella giornata di ieri, secondo quanto riportato dal sito ufficiale di Matese Ski, risultavano aperti il nastro trasportatore e la seggiovia La Piana Lavarelle, con le rispettive piste al servizio in particolare di principianti, famiglie e scuole di sci.
Per gli impianti più alti, dai tracciati più tecnici ai collegamenti in quota, di solito è necessario attendere più consistenti nevicate, perché i livelli di accumulo registrati finora spesso non garantiscono condizioni di sicurezza e continuità lungo l’intero comprensorio.
L’afflusso dei turisti, documentato in questi giorni anche sui canali social dedicati al Matese, conferma tuttavia che il richiamo della montagna resta forte anche con un innevamento parziale: molti scelgono Campitello per la vicinanza ai principali centri del Centro-Sud e per un’offerta che, nelle scorse settimane, ha puntato anche su eventi, pattinaggio e attività extra sci.
Quello che si vede oggi a Campitello – tuttavia – è l’eccezione, non la regola, dentro un quadro appenninico segnato da una cronica carenza di neve. A livello nazionale, la Fondazione Cima ha stimato nell’inverno scorso un deficit di “snow water equivalent” – l’equivalente idrico della neve al suolo – pari al 64% rispetto ai valori medi, con punte dell’85% nell’Appennino centrale. Ancora a fine 2025, un aggiornamento sullo stato dell’innevamento evidenziava lungo l’Appennino un deficit complessivo dell’equivalente idrico nivale intorno al 67%, con accumuli molto inferiori alla media storica e una stagione “in salita” per gran parte delle stazioni del Centro-Sud.
Per Campitello Matese, questo scenario si è tradotto in stagioni accorciate e spesso “salvate” all’ultimo minuto, con le temperature sopra lo zero che talvolta hanno impedito perfino l’attivazione dell’innevamento artificiale.
Non è un caso che i dossier ambientali e i report dedicati alla neve in Italia indichino le località appenniniche a quote medio–basse come le più esposte agli sbalzi termici e alle precipitazioni irregolari, con ripercussioni immediate sull’apertura degli impianti e sui conti di comprensori spesso già fragili dal punto di vista economico.
Le previsioni per i prossimi giorni, almeno sul fronte delle temperature in alta quota, sarebbero da considerare incoraggianti: il mantenimento di valori bassi potrebbe consentire di proseguire l’innevamento tecnico e consolidare il fondo delle piste attualmente in esercizio.
Resta però l’incognita principale, quella delle precipitazioni: se dovesse piovere o comunque senza ulteriori nevicate, né Campitello né le altre stazioni dell’Appennino potranno contare su una stagione lunga e stabile.
Per il momento, l’immagine è quella di una montagna che prova a rimettersi in moto, dopo settimane di attesa. Gli operatori guardano al cielo sperando in qualche fiocco, consapevoli che ogni giorno di bianco in più può fare la differenza.














