La Gallinola del Matese è un tesoro purtroppo ancora inespresso per lo sviluppo montano: vasti pianori, colline dolci e cime elevate si prestano a sci di fondo, escursionismo e mountain bike. Luciano Baccaro, fotografo ed esperto di montagna con esperienza nell’ambito del Soccorso alpino e decenni trascorsi tra Appennini, Alpi, Carpazi e altre catene montuose del nord Europa, ne è convinto da anni e lo ha potuto constatare di persona nei giorni scorsi direttamente sul posto.
«Parliamo di una zona poco valorizzata dove di fatto non c’è niente per i turisti, ma l’altimetria superiore al pianoro di Campitello garantisce neve spesso più abbondante e duratura – racconta, raggiunto dalla redazione -. Con la situazione climatica attuale, pochi metri di quota cambiano tutto: qui arriva prima e resiste più a lungo» – afferma
Baccaro. Durante il suo sopralluogo, ha testato il terreno: «Senza alcuna pista battuta, ho affrontato con gli sci un manto nevoso compattato dalla natura stessa, slittando su pianori che si aprono come pagine bianche su vallate spettacolari. Cime frastagliate incorniciano il tutto in un silenzio ovattato, rotto solo dal lieve scricchiolio della neve sotto i piedi. L’area dispone tra l’altro di ampi spiazzi naturali, ideali per parcheggi spontanei, senza bisogno di ruspe o asfalto».
L’esperto pone la questione in modo costruttivo: «C’è già una nota attività commerciale. Quest’area andrebbe potenziata con investimenti oculati: percorsi tematici per escursionisti (anelli di 5-10 km), tracciati MTB con vari livelli di difficoltà, anelli per sci di fondo omologati. Niente impianti a fune o villaggi turistici: solo segnaletica, noleggi attrezzature, qualche servizio e punti di ristoro. Così si generano posti di lavoro stagionali, attirando più visitatori da tutto il Centro-Sud, non solo d’inverno ma anche durante il resto dell’anno».
Il Matese, dopotutto, ha fame di tali iniziative. Baccaro cita modelli vicini: «Ci sono esempi virtuosi di piste da sci di fondo anche a noi vicine che nascono da sforzi simili, con budget piuttosto contenuti, ma che producono indotto duraturo. Qui, con natura intatta e posizione strategica, potremmo replicare quei modelli – aggiunge -: estate per trekking e bici, inverno per fondo e racchette da neve».
Il tallone d’Achille resta la strada provinciale che solca la Gallinola, unendo Campitello Matese al tratto di Bocca della Selva, sul versante campano. Da anni, ormai, persistono difficoltà nella manutenzione dell’arteria, situazione che la rende piuttosto ostile: chiusure invernali, problemi legati all’asfalto e alle buche, guardrail in alcuni tratti assenti o inadeguati. Sono tanti i viaggiatori che anche nei giorni scorsi lamentavano ore perse e auto danneggiate. Una situazione da cui – forse prima di ogni altra – dipende fortemente lo sviluppo di quell’area.
Baccaro, che non entra nel merito della questione della strada, ad ogni modo ne è sicuro: «La Gallinonola è straordinaria, poco conosciuta e sfruttata. Andrebbe valorizzata con intelligenza e rispetto, per non perdere un’occasione così preziosa per la montagna matesina».






















