Francesco Di Giovine avrebbe formalizzato la rinuncia all’incarico di amministratore unico di Funivie Molise, società partecipata regionale che sovrintende alla gestione degli impianti di risalita di Campitello Matese e Capracotta. Nominato il 3 febbraio scorso dalla Giunta regionale, dopo assemblea dei soci, Di Giovine subentrava a Fausto Parente – il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2025 – per un periodo fino al 30 giugno 2026 e un compenso annuo omnicomprensivo di 15mila euro. La designazione di Di Giovine, ex consigliere comunale di Termoli con esperienza in gestione condominiale e marketing, avveniva in un contesto abbastanza particolare: pur non trattandosi infatti di un concorso pubblico, nel 2024 la Regione aveva stilato un elenco di idonei, tra cui figuravano Parente, Gianfranco Spensieri, Attilio Piermarino, Claudio Iannicelli, Marco Valentino, Angela Romano, Marco Zollo e Pierluigi Lagioia, ma il suo nome non c’era. L’incarico era quindi subordinato a dichiarazioni su requisiti e assenza di incompatibilità, in linea con la normativa regionale.
C’è poi la questione prettamente societaria: Funivie opera sotto concordato preventivo in continuità, omologato dal Tribunale di Campobasso il 4 dicembre 2025 per affrontare debiti accumulati dal 2013-2014. Il piano di risanamento, depositato a luglio 2025 e approvato dall’Assemblea dei soci, prevede entrate per 4.718.237,86 euro – di cui 4,6 milioni dalla Regione e 118.237,86 da affitti a Matese Ski – con obiettivo di equilibrio finanziario nel biennio 2025-2026.
Il documento strategico – stilato da Parente – punta a trasformare Campitello Matese in destinazione turistica “4 stagioni”, riducendo la dipendenza dalla neve con investimenti per 16,5 milioni di euro da fonti come Pnrr, Cis, Fsc, fondi green europei e Invitalia. Le fasi previste: progettazione immediata, lavori fino al 2027 e consolidamento 2028-2030, integrando rinnovabili, mobilità sostenibile e legami con il Parco del Matese.
Stante quindi la complessa situazione patrimoniale e gestionale della società e l’attuale procedura concorsuale dalle quali discende la gravosità dell’incarico e dell’assunzione dei connessi obblighi legali, Di Giovine avrebbe comunicato ufficialmente di non poter accettare la nomina, ringraziando comunque la Giunta e i soci di Funivie.
Ora, ad ogni modo, senza la quadra sul nuovo amministratore unico, la Giunta dovrà procedere a un’altra nomina per garantire continuità operativa e provare a dare seguito a quegli obiettivi messi nero su bianco nel Piano strategico di rilancio. Sulla vicenda era intervenuto duramente il consigliere regionale di minoranza, Angelo Primiani, che aveva sollevato pubblicamente dubbi sulla compatibilità di Di Giovine: «Non solo non risultava nell’elenco dei soggetti ritenuti idonei ma pare avesse anche un altro incarico regionale che lo poneva in una situazione di chiara incompatibilità» – ricorda Primiani. «Se la notizia dovesse trovare conferma, ci troveremmo di fronte all’ennesimo esempio di gestione approssimativa da parte di questa Giunta regionale» – attacca -. «Spero che, nella prossima assemblea, venga individuato il profilo migliore, privilegiando valutazioni sulle competenze professionali per rilanciare il settore del turismo» – conclude il consigliere pentastellato.

 

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