Una bolletta dell’acqua da 1.168,89 euro, con scadenza 10 febbraio e arrivata ieri (18 febbraio), ha innescato la protesta di un cittadino di Oratino, che denuncia tramite il suo profilo facebook un presunto errore nella contabilizzazione dei consumi da parte del gestore del servizio idrico, la Grim Scarl.
Secondo quanto riferito da Lelio Di Tullio, negli ultimi quattro anni i consumi sarebbero stati fatturati in maniera sottostimata, nonostante le letture del contatore fossero state comunicate regolarmente tramite i canali indicati dal gestore (telefono e messaggistica). Solo dopo l’invio della lettura tramite PEC, sostiene il cittadino, l’azienda avrebbe aggiornato i dati, emettendo però una fattura che concentra in un unico semestre consumi maturati in più annualità. Di Tullio parla di «truffa legalizzata».
Il punto centrale della contestazione riguarda il sistema tariffario applicato. Concentrando in sei mesi un volume d’acqua accumulato nel tempo, l’utente si sarebbe trovato a pagare gran parte dei metri cubi nella fascia più elevata. Secondo i calcoli effettuati dal diretto interessato, questa modalità di fatturazione avrebbe comportato un aggravio di oltre 700 euro rispetto a quanto avrebbe versato se i consumi fossero stati ripartiti correttamente negli anni di competenza.
«Ci sono 5 fasce, – scrive Di Tullio – da Fascia 1, 0.5 euro per metro cubo (fino a 60 metricubi l’anno) a fascia 5, ben 2,850 euro per metro cubo (oltre 276 metri cubi l’anno). Se avessero fatto delle stime più veritiere (o se solo avessero tenuto conto delle letture che io gli avevo trasmesso) io avrei pagato in questa ultima, e costosissima, fascia 5 in media circa 10 metri cubi di acqua all’anno (in totale circa 35 metricubi) mentre me ne hanno fatturati ben 237 in sei mesi. Il risultato è che a parità di consumi, io andrò a pagare, iva compresa, oltre 700 euro in più che non erano dovuti se, come già detto, la società avesse tenuto conto delle letture trasmesse. In sostanza, questa loro noncuranza viene premiata intascando oltre 700 euro non dovuti».
Il cittadino parla di penalizzazione derivante da una gestione inefficiente e chiama in causa anche il suo Comune di appartenenza. «Ci sono dei responsabili, no, non quelli di questa società che opera in regime di monopolio, ma coloro che in queste mani hanno messo un bene pubblico, come è l’acqua, quali gli amministratori del mio Comune, Oratino».
La vicenda riporta l’attenzione su un tema ricorrente in diversi territori: la rilevazione dei consumi non sempre corretta, sbagli nella fatturazione e bollette che arrivano in ritardo rispetto alla data di scadenza.
Resta ora da capire se il caso specifico potrà trovare soluzione. Fatto sta che sotto il post di Lelio Di Tullio sono arrivati una valanga di commenti di persone con lo stesso problema o inconvenienti analoghi. Diverse persone hanno postato foto, c’è addirittura chi ha ricevuto una bolletta di 2.250 euro per la casa di paese dove non vive. O chi propone una class action. Sotto accusa non c’è solo l’operato della Grim, ma anche il sistema di controllo da parte dei Comuni.




























