Il Molise protagonista al Paestum Wine Fest, la prestigiosa manifestazione dedicata al mondo vitivinicolo che si è svolta dal 1 al 3 marzo a Capaccio Paestum.
L’evento rientra nel circuito del Paestum Wine Fest Business, la fiera dedicata al business del settore, punto di riferimento per professionisti del marketing e della comunicazione, buyer e operatori Ho.Re.Ca. dei principali mercati italiani e internazionali, oltre che per un pubblico specializzato. Obiettivo dell’iniziativa è creare e ampliare network per le aziende vitivinicole attraverso eventi, incontri e attività di valore.
Tra i momenti più attesi della manifestazione, la consegna del Premio Wine Ambassador 2026, riconoscimento assegnato al campobassano Flavio Procino, business development dell’azienda 101 Vini, «per il contributo e il senso di responsabilità a favore di una filiera professionale, autentica e proattiva».
La premiazione rappresenta un’importante vetrina istituzionale e un’occasione di networking con operatori, buyer nazionali e internazionali, giornalisti e opinion leader del comparto.
Entusiasta per il traguardo raggiunto, Procino commenta così il prestigioso premio : «Ricevere il riconoscimento come Wine Ambassador dell’Anno al Paestum Wine Festival è per me un onore profondo, che accolgo con gratitudine e senso di responsabilità.
Questo premio non è soltanto un traguardo personale, ma il risultato di oltre vent’anni vissuti accanto al mercato, ai produttori, agli operatori del settore e al mondo dell’ospitalità. È il frutto di relazioni costruite nel tempo, di chilometri percorsi tra vigne e fiere, di degustazioni, confronti, difficoltà condivise e successi celebrati insieme.
Ho sempre creduto che il vino non sia solo un prodotto, ma un linguaggio culturale, un ponte tra territori e persone. In questi anni ho cercato di raccontarlo con rispetto, sostenendo le aziende, valorizzando il lavoro in vigna e in cantina, promuovendo l’identità dei nostri territori sui mercati nazionali e internazionali.
Viviamo un periodo complesso. Il mercato è instabile, i consumi cambiano, le tensioni economiche si fanno sentire e l’intero comparto affronta sfide strutturali importanti. Mai come oggi serve coesione: tra produttori, distributori, ristoratori, comunicatori e istituzioni. Serve visione, ma soprattutto serve passione.
Perché è proprio la passione che, in questi vent’anni, ho visto fare la differenza. La passione di chi lavora la terra ogni giorno, di chi accoglie gli ospiti con il sorriso, di chi continua a investire nonostante le incertezze. È quella forza silenziosa che tiene in piedi il nostro settore e che ci permetterà di superare anche questa fase».
Il giovane professionista ha poi voluto condividere la dedica del premio: «Questo riconoscimento lo dedico a tutte le persone con cui ho avuto il privilegio di collaborare: ai produttori che mi hanno dato fiducia, agli operatori che credono nel valore del racconto, ai colleghi che condividono la stessa visione e a chi ogni giorno sceglie il vino come esperienza culturale e conviviale.
Continuerò a fare la mia parte, con lo stesso entusiasmo degli inizi, consapevole che il nostro lavoro non è solo vendere o promuovere vino, ma custodire e trasmettere un patrimonio che parla di identità, territorio e futuro.
Grazie al gruppo 101 Vini che mi permette di raccontare queste storie in Italia e nel mondo; grazie a chi ha creduto in me e soprattutto grazie a chi, nonostante tutto, continua a credere nelle realtà materiche».
Infine, una riflessione su uno dei prodotti simbolo della regione e l’auspicio di azioni più incisive per la promozione del territorio: «Se mi chiedete qual è la Tintilia che preferisco? La prossima. Se mi chiedete che futuro ha la Tintilia? Mettetemi al tavolo con chi ha davvero a cuore la regione e non chi non ha idea assolutamente di cosa sia il mercato oggigiorno».

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