«Il vero avversario da battere, il più forte e insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse e della noncuranza». Con questa frase emblematica, ieri mattina, nel parco intitolato alle vittime delle Foibe, gli alunni delle classi quarte e quinte dell’istituto D’Ovidio di via Berlinguer hanno celebrato il Giorno del Ricordo.
I bambini, accompagnati dalle maestre, hanno partecipato alla cerimonia portando con sé i lavoretti realizzati con cura nei giorni precedenti. All’iniziativa ha preso parte anche una delegazione dell’amministrazione comunale, composta dal presidente del Consiglio Giovanni Varra e dall’assessore Simone Cretella.
«Oggi l’istituto D’Ovidio è sempre presente per questo giorno così particolare – ha sottolineato l’assessore Cretella nel suo intervento –. Avete la fortuna di avere la vostra scuola accanto a questo giardino, che alcuni anni fa abbiamo intitolato proprio alle vittime delle Foibe. Siete grandi e avete già approfondito il significato di questa ricorrenza, istituita con una legge dello Stato dopo che, per oltre cinquant’anni, questa tragedia era stata completamente dimenticata».
Cretella ha poi ricordato gli eventi avvenuti nel secondo dopoguerra nei territori dell’Istria e della Dalmazia, dove migliaia di italiani furono uccisi o gettati vivi nelle foibe, cavità carsiche e grotte sotterranee. «Si stima che le vittime siano state circa 10mila – ha aggiunto –. Una tragedia che ha colpito il popolo italiano e che abbiamo il dovere di ricordare, affinché simili atrocità non si ripetano più, anche se purtroppo ancora oggi nel mondo assistiamo a drammi e violenze sotto gli occhi di tutti».
La cerimonia è proseguita con la recita di una poesia particolarmente intensa, seguita dall’intonazione del brano Essere umani di Marco Mengoni. Due alunni hanno poi aperto una scatola contenente un palloncino rosso, liberato in aria come simbolo del ricordo, che ha colorato il cielo sopra il parco. A conclusione, la consueta deposizione dei fiori ai piedi della stele commemorativa.
Tra i presenti anche alcuni cittadini, tra cui Maria Rosaria Catolino, originaria di Agnone, che ogni anno partecipa alla commemorazione con una preghiera e un pensiero dedicato alle vittime. «Tra gli infoibati c’è anche un agnonese, il carabiniere Liberoantonio Totaro – ha ricordato -. Era giovanissimo, non è mai più tornato e non sappiamo dove sia disperso. La sua famiglia lo ha pianto per anni. È un dolore che fa parte della nostra storia e che non si può colmare. L’importante è mantenere vivo il ricordo: finché potrò, verrò sempre. I morti sono tutti uguali, non c’è razza, colore, credo politico o religioso».
Momento particolarmente toccante è stata la lettura della poesia dedicata alle vittime delle foibe, un testo che invita a non dimenticare e a «aprire gli occhi dei figli sulla verità», lasciando un messaggio di perdono e memoria condivisa.
Una mattinata di raccoglimento e riflessione, in cui il ricordo è passato anche attraverso le voci dei più piccoli, chiamati a custodire una pagina dolorosa della storia affinché l’indifferenza non abbia mai l’ultima parola.
sl

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