A Sanremo, negli spazi di “Casa Molise”, Campobasso ha portato in scena la propria identità culturale, rendendo omaggio a uno dei protagonisti della canzone italiana e mostrando al pubblico i simboli più autentici della sua tradizione. A raccontarlo è l’assessora alla Cultura Adele Fraracci, che traccia un bilancio entusiasta dell’esperienza.
Il momento più significativo è stato l’omaggio a Tony Dallara, storico interprete della musica leggera italiana. A ritirare il riconoscimento, il San Giorgio – simbolo della città di Campobasso – è stata la moglie dell’artista, Patrizia Orioli, che lo ha accolto con evidente emozione e gratitudine. Un gesto che ha voluto sottolineare il legame tra la città molisana e le grandi figure della cultura nazionale. «È un bellissimo premio – ha dichiarato Orioli all’Ansa – e sono davvero commossa. Io dico solo grazie perché lui sarebbe stato molto contento di questo riconoscimento». Con rammarico, la moglie del cantante ha inoltre ricordato gli ultimi giorni di vita di Dallara: «Lui era da 5 anni che non stava bene – ha raccontato – e per me oggi la mancanza è ancora più forte: sono stata 5 anni in simbiosi con lui, giorno e notte perché non era più autosufficiente. Ho dedicato tutta la mia vita, e questi ultimi 5 anni ancora di più, a mio marito e alle mie figlie. Il rammarico è stato che lui non era certo in forma smagliante però avrebbe potuto vivere ancora un po’. E invece ci siamo sentiti dire: “Ha 89 anni, cosa volete di più”. E allora sparategli e avete risolto il problema e più o meno è andata così».
Tra gli ospiti della giornata anche Benedetta Parodi, che ha assaggiato e molto apprezzato i prodotti molisani, e Diego Bianchi che è arrivato a Casa Molise con le telecamere della sua trasmissione Propaganda Live.
Accanto alla musica, spazio anche alle tradizioni più profonde. Campobasso ha infatti portato con sé il Mistero di Sant’Antonio Abate realizzato dal maestro Franco Baranello, un’opera particolarmente rappresentativa affidata all’amministrazione dall’Associazione Misteri e Tradizioni. Un simbolo che racconta una delle manifestazioni più identitarie del territorio e che ha saputo attirare la curiosità e l’interesse dei visitatori.
Casa Molise si è trasformata così in una vera e propria vetrina regionale. Ognuno di sei Comuni molisani presenti ha esposto i propri segni distintivi, mentre artigiani, imprenditori e produttori hanno animato gli spazi con creazioni, racconti e soprattutto sapori. Le eccellenze enogastronomiche hanno conquistato il pubblico, offrendo un viaggio sensoriale tra tradizioni antiche e produzioni di qualità.
L’affluenza è stata significativa e costante, segno di un interesse vivo per una regione che, pur nelle sue dimensioni contenute, custodisce un patrimonio culturale ricco e originale.
L’esperienza sanremese (idea promossa e realizzata dall’associazione Amici del Morrutto e da Ps Live Group) si conferma dunque un’importante occasione di promozione per il Molise, capace di raccontarsi attraverso le sue eccellenze, le sue tradizioni e le sue storie. Un mosaico di identità che, anche lontano da casa, continua a suscitare attenzione e apprezzamento.



























