Il 90% degli incidenti che avvengono sulla Trignina è causato dall’eccesso di velocità e dalle imprudenze dei guidatori.
Un dato monstre quello fornito nel corso della riunione con i sindaci e le forze dell’ordine dal comandante della Polstrada di Chieti che ha annunciato controlli rafforzati e autovelox in vista delle festività natalizie (e di cui Primo Piano ha parlato nell’edizione di ieri, ndr). La maggior parte del tragitto sul quale si sviluppa la Triginina è in territorio abruzzese ma fa specie che non si sia avvertito il bisogno di coinvolgere i sindaci dei centri molisani visto che la Ss 650 parte dalla provincia di Isernia e arriva alla costa abruzzese. E gli automobilisti molisani che la percorrono, per motivi di lavoro o semplicemente per raggiunger il mare non sono di certo pochi. Come, putroppo, non sono poche le vittime molisane di quella lingua d’asfalto, cadenzata – e anche questo deve essere detto – da cantieri, semafori, lavori sine die.
Fatto sta che il comandante della Polstrada di Chieti, Tommaso Vecchio, su delega del comitato di Ordine e sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Della Cioppa ha incontrato i primi cittadini e i comandanti delle polizie municipali abruzzesi (e nemmeno tutti visto che sembra che a Schiavi d’Abruzzo non sia arrivato nessun invito). Il prefetto aveva chiesto, nel recente passato, un dettagliato report proprio sulla Trignina e il 16 novembre scorso ha tenuto una riunione sulla situazione dell’arteria che congiunge le aree interne molisane e abruzzesi al litorale. Una relazione sullo stato di salute delle strade provinciali dal quale sarebbe emersa una situazione ‘in salute’ della strada. Lo stesso prefetto ha chiesto di conoscere quali i punti più rischiosi della Ss 650 e all’esito di tali verifiche ja disposto il potenziamento dei servizi di controllo sull’arteria attraverso un maggiore pattugliamento, l’implementazione della cartellonistica e la introduzione di autovelox fissi. L’obiettivo è, evidentemente, controllare il fenomeno della velocità, ridurre gli atteggiamenti di guida pericolosa e quindi prevenire gli incidenti.
Ma la soluzione non è indenne da criticità: non tutti i Comuni hanno a disposizione agenti di polizia municipale, le pattuglie della Polstrada non possono essere impiegate solo sulla Ss 650.
E anche il Comitato Pro Trignina Abruzzo e Molise dell’infaticabile Antonio Turdò ha qualcosa da ridire. Avrebbe espresso le proprie perplessità in ‘viva voce’ se fosse stato invitato a partecipare.
«Si è parlato di implementare la sicurezza con la presenza di maggiori pattuglie, di aumentare i posti di blocco e le verifiche finalizzate ad un vero incremento della sicurezza stradale – commenta Turdò -, ben vengano per assicurare e dare certezze agli automobilisti che attraversano e percorrono quotidianamente la Fondovalle Trigno, ma ci sono dei però. Per prima cosa – prosegue – vogliamo e lo abbiamo chiesto in questi anni più volte una omogeneità del limite di velocità: che senso ha che abbiamo ancora il limite a 70 km orari dal bivio di Tufillo a quello di Mafalda per una lunghezza di 1,8 chilometri. Poi siamo rimasti profondamente costernati e sbigottiti che, in conseguenza dell’ultimo incidente avvenuto sulla Trignina, nel territorio di Cupello, nel quale hanno perso la vita una bimba di 10 mesi, originaria di Fresagrandinaria, e un uomo di 42 anni originario di Schiavi D’Abruzzo, qualcuno abbia pensato ridurre il limite di velocità a 70, addirittura a 60 km orari? Ma stiamo scherzando, vogliamo tornare indietro di 15 anni, all’età della pietra degli autovelox sulla Trignina? Ci rivolgiamo a prefetto Della Cioppa, che ha voluto la riunione e che riceverà una nostra nota per invitarlo a non credere alle richieste delle polizie municipali locali che fanno autovelox solo per fare cassa. Anzi si faccia latore, lui che ha un bagaglio di esperienze ottime e qualitative, presso le Istituzioni per un vero miglioramento dell’arteria stradale. Sono anni che sulla stessa poniamo il discorso di legalità per evitare che i Comuni incassino senza poi fare nulla per migliorare la sicurezza. Bisogna procedere con il raddoppio, almeno della parte valliva che parte da San Salvo e arriva a Trivento, realizzando una carreggiata unica con spartitraffico invalicabile a doppia corsia per ogni senso di marcia tipo una vera e propria superstrada, le cosiddette varianti alla strada statale realizzate in molte parti d’Italia. In molti casi abbiamo trovato politici che hanno fatto spallucce oppure che non sono stati consistenti, seri ed immediati nell’agire, i risultati come si può vedere è che su questa strada si contano decine e decine di morti l’anno».

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