Due dirigenti medici dell’Azienda sanitaria regionale rischiano il processo nell’ambito dell’inchiesta portata avanti in tema di prestazioni aggiuntive svolte all’ospedale Veneziale di Isernia: il Gup del Tribunale pentro ha fissato infatti l’udienza preliminare al 14 marzo prossimo per la richiesta di rinvio a giudizio dei camici bianchi. E l’Asrem, come si apprende da una recente delibera del direttore generale, si è costituita parte civile.
In pratica, la vicenda riguarda gli straordinari – con compensi che fanno lievitare e non poco le buste paga a fine mese – erogati ai medici che si mettono a disposizione e sopperiscono alla cronica carenza di personale che affligge la sanità pubblica molisana.
Prestazioni aggiuntive – quindi turni in più – che i medici effettuano oltre a quelle previste da contratto, talvolta per un monte ore complessivo al limite della sostenibilità. Cosa che, probabilmente, ha indotto gli inquirenti ad andare a fondo della questione. I costi che ne deriverebbero per le casse pubbliche, infatti, sono parecchio onerosi e forse proprio questo ha fatto sì che fossero accesi i riflettori sul tema.
Come si legge nella delibera numero 254 del 17 febbraio scorso del direttore generale dell’Asrem, «per l’Azienda si paventa un danno che l’Azienda stessa avrebbe subito quale parte offesa a seguito delle condotte poste in essere dai sanitari, corrispondente alle somme erogate a titolo di prestazioni aggiuntive». Medici di cui nel documento vengono riportate anche le iniziali: D.C.A. e C.E.
Il 31 gennaio scorso, si legge nella delibera, «l’Ufficiale giudiziario addetto all’Unep del Tribunale di Isernia, (cfr. nota prot. 12964/2024), ha notificato alla Asrem, quale parte offesa, l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare fissata per il giorno 14 marzo 2024, a seguito del rinvio a giudizio, disposto su richiesta del pm dal Gup del Tribunale di Isernia, di dirigenti medici dell’azienda sanitaria, imputati per fatti commessi nel 2020 e nel 2021 nell’esercizio delle proprie funzioni di sanitari».
Da qui, dunque, la decisione di costituirsi parte civile innanzi al Tribunale di Isernia da parte dell’Azienda sanitaria regionale. Con lo stesso atto, inoltre, l’Asrem ha conferito il mandato di difesa all’avvocato Andrea De Longis.
In seguito all’udienza del 14 marzo, dunque, potrebbero emergere importanti novità circa la pratica ricorrente delle prestazioni aggiuntive. Per l’occasione, il Gup deciderà in merito al rinvio a giudizio o al proscioglimento, ovvero, al non luogo a procedere nei confronti dei due dirigenti medici coinvolti.
Stando ai calcoli del comitato Isernia Beni Comuni, ad ogni modo, le prestazioni aggiuntive – dal 2011 al 2021 – sono passate da 0 a 835mila euro, con picchi rilevanti nel 2019 e nel 2020, quando si superava addirittura la somma di 1 milione e 700mila euro. Due anni più tardi, nel novembre 2022, furono i Nas ad accendere i riflettori sulle prestazioni aggiuntive, in seguito ad una segnalazione partita dal Pronto soccorso del Veneziale conseguente alla solita difficoltà nell’organizzazione dei turni di lavoro.
Ma non solo, perché anche il compianto presidente del Forum per la sanità pubblica, il dottor Italo Testa, aveva presentato un esposto proprio con l’obiettivo di chiarire se fosse tutto regolare in merito alle prestazioni aggiuntive.
I nodi, quindi, stanno per giungere al pettine e il 14 marzo si terrà l’udienza davanti al Gup di Isernia per i due camici bianchi su cui pende una richiesta di rinvio a giudizio.

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