Procedura di Via ormai scaduta e da rifare: questi, in estrema sintesi, i motivi che hanno portato il Tribunale amministrativo regionale ad accogliere il ricorso promosso dal Comune di Isernia e dall’associazione Wwf Oa volto a verificare la regolarità delle procedure, con particolare riferimento alla Valutazione di impatto ambientale, che hanno portato al rilascio delle autorizzazioni per l’avvio del cantiere del Lotto Zero.
Il Tar Molise ha annullato la determina regionale del 20 settembre 2021 con cui era stato prorogato il provvedimento di Via dell’opera, la strada di collegamento tra il bivio di Pesche al km 181+500 della SS 17 e il Lotto 1 che porta a Castel di Sangro: un progetto per la realizzazione di un’infrastruttura lunga cinque chilometri e 45 metri che comprenderebbe anche due gallerie, otto viadotti e svincoli, per un costo complessivo di circa 135 milioni di euro. Lavori, tra l’altro, aggiudicati alla Vianini Lavori spa nel giugno scorso, nelle more del procedimento giudiziario.
L’amministrazione Castrataro e l’associazione Wwf Oa – rappresentati e difesi dagli avvocati Giuseppe Ruta ed Enrico Ceniccola – il 30 novembre 2021 decisero di impugnare l’atto della Regione con cui veniva concessa la proroga al provvedimento di Via innanzi al Tar Molise. Ora, è arrivata la decisione del Tribunale amministrativo che – in breve – ha accolto il ricorso per la parte in cui è stato avanzato nei confronti della Regione Molise, dell’Anas, dell’Arpa Molise e del Ministero della cultura.
«Si tratta di un primo, importante, passo verso il riconoscimento delle nostre ragioni: la valutazione di un tracciato alternativo dell’opera, meno impattante sotto il profilo ambientale e più funzionale alle esigenze del territorio, anche dal punto di vista di un risparmio economico – ha dichiarato il sindaco Piero Castrataro a margine della pubblicazione della sentenza -. Qui non si tratta di opporsi allo sviluppo infrastrutturale, quanto di scegliere soluzioni sostenibili. Sarà nostra cura, nei prossimi giorni, illustrare e spiegare i dettagli della decisione del Tar» – ha concluso. Non molla, dunque, l’amministrazione, e dopo la decisione del Tar punta a rimettere in discussione il tracciato dell’opera.
Intanto, dalla sentenza numero 80/2024 della prima sezione del Tar, si legge che: «I ricorrenti deducono l’illegittimità del provvedimento di proroga dell’efficacia della Via per violazione dell’articolo 25, comma 5 del Tua, per essere stata disposta, tale proroga, con riguardo a una Via che aveva già visto esaurita la propria efficacia da oltre tre anni – si legge nella sentenza -. La Via, rilasciata dalla Regione Molise con delibera di Giunta regionale numero 88/2013, si era oramai caducata, essendo spirato da tempo il termine di cinque anni di validità assegnatole dalla legge, e decorrente dalla data della sua pubblicazione nel Burm numero 6 del primo marzo 2013.
Ne consegue che la Regione non avrebbe potuto accogliere l’istanza di proroga della Via dall’Anas il 12 aprile 2021, bensì avrebbe dovuto procedere alla reiterazione dell’intera procedura di Via ai sensi del Tua».
La Regione Molise non avrebbe potuto quindi concedere la proroga richiesta dall’Anas – spiegano i magistrati – difettandone i presupposti, ma avrebbe potuto unicamente disporre la reiterazione del procedimento. «Da qui l’evidente illegittimità del provvedimento di proroga in questa sede gravato, in quanto la Regione, a seguito della decadenza che aveva (da tempo) colpito la Via del 2013, aveva perduto ogni possibilità di prorogarne il corso» – spiegano i magistrati.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.