Un angiografo di ultima generazione prende posto nel reparto di Cardiologia dell’ospedale “Ferdinando Veneziale”. Presentato ieri in conferenza stampa nella stanza del primario Carlo Olivieri, l’arrivo del nuovo strumento segna un passo decisivo per la diagnostica e le cure cardiovascolari sul territorio. Alla cerimonia hanno partecipato i vertici dell’Asrem e il presidente della Regione Francesco Roberti, che ha tracciato una road map chiara per il rilancio del presidio.
Una installazione indispensabile, una vera e propria garanzia per la gestione delle patologie tempo-dipendenti. Il macchinario, infatti, assicura precisione diagnostica millimetrica per gli interventi di cardiologia interventistica; riduzione dei tempi d’intervento, fattore critico nelle patologie tempo-dipendenti come l’infarto e maggiore sicurezza sia per il paziente che per l’operatore, grazie a una drastica riduzione delle radiazioni emesse.
Non si tratta solo di un macchinario, ma di una visione complessiva. «Abbiamo cercato e stiamo cercando di potenziare il più possibile il reparto di Cardiologia e il presidio ospedaliero di Isernia – ha sottolineato il Direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo – È una volontà operativa, supportata dall’entrata in servizio di nuovi medici emodinamisti per garantire la copertura h24. Ma non ci fermiamo qui: sono in corso altri investimenti, come la ristrutturazione completa del Pronto Soccorso e del 118, il potenziamento dell’area ambulatoriale e un restyling della facciata. Vogliamo che Isernia occupi un posto di rilievo nel panorama sanitario regionale e nazionale».
Visibilmente soddisfatto il dott. Carlo Olivieri, Primario di Cardiologia del Veneziale: «Ringrazio la Regione per questo supporto tecnologico fondamentale. La nostra storia è stata travagliata a causa della carenza di personale, ma nonostante le difficoltà abbiamo mantenuto l’attività h24 per anni. Il nostro bacino d’utenza è ampio e strategico: siamo un punto di riferimento non solo per il Molise, ma anche per l’Alto Casertano e l’Abruzzo. La vicinanza geografica e la velocità di intervento sono vitali per le patologie tempo-dipendenti».
«Oggi segniamo – ha aggiunto il Direttore amministrativo dell’Asrem, Grazia Matarante – una tappa importantissima per l’implementazione del parco tecnologico. Insieme alle risorse umane, la tecnologia è il pilastro per assicurare qualità e sicurezza delle cure. Grazie al PNRR e al supporto della Regione, stiamo dotando l’Emodinamica di strumenti d’eccellenza. Il capitale umano resta il nostro bene più prezioso e continueremo a investire per garantire comfort a pazienti e operatori».
Del resto, come ribadito dal Direttore sanitario, Giovanni Giorgetta – «l’input della Presidenza della Regione Molise e della Direzione Generale Asrem è stato quello di investire con forza sui presidi provinciali. Oltre al reclutamento di nuovi colleghi per l’Emodinamica, stiamo lavorando per garantire la continuità in tutti i reparti e sul territorio, inclusi i distretti e i poli ambulatoriali, dove i risultati iniziano a vedersi chiaramente».
Una nuova realtà sanitaria disegnata con attenzione ed in continua evoluzione affinché possa rappresentare sempre più una eccellenza. Un contesto dove l’apporto umano è decisivo, come rilevato dal Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti.
«Il primo ringraziamento – ha concluso il Governatore Roberti – va ai medici che, con grande volontà, operano spesso in condizioni critiche dando sempre il massimo. Stiamo investendo circa 20 milioni di euro per nuove attrezzature che saranno distribuite anche nelle Case di Comunità, a beneficio dei medici di base e dei cittadini. Per l’ospedale di Isernia è previsto un restyling profondo: efficientamento energetico, nuovi infissi e rifacimento dei sottoservizi. Non devono esserci differenze tra i territori: il Molise deve essere unito per offrire a tutti una sanità dignitosa ed efficiente».
L’inaugurazione arriva dopo mesi di attesa, mentre davanti all’ingresso principale resiste da quasi quattro mesi — dal 26 dicembre — la tenda verde del sindaco Piero Castrataro. In tal senso, l’angiografo rappresenta una nota più che positiva, nonostante sul territorio non si plachino le preoccupazioni sulla copertura stabile del servizio di emodinamica.
Il Veneziale si trova così al centro di una partita cruciale: da un lato, gli investimenti tecnologici e strutturali; dall’altro, le istanze di garanzia del territorio. L’angiografo è un segnale forte. Ma la sfida – tra personale, numeri e deroghe – si gioca anche sul nuovo Piano operativo sanitario.

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