Un museo a cielo aperto tra le stradine del borgo, dove gli artisti di tutto il mondo hanno lasciato il segno grazie al Cvità Street Fest, e presto anche un museo di arte contemporanea nel Castello angioino dove, mercoledì, è stata inaugurata la prima sezione con le opere di Gino Marotta, William Congdon e Titina Maselli. Queste costituiscono il primo nucleo della collezione del progetto ideato e realizzato dalla Direzione Regionale Musei Molise in collaborazione con Aratro, il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Unimol.
William Congdon è uno dei protagonisti della generazione statunitense legata all’Action Painting, un pittore che ha saputo unire le esperienze eroiche della grande astrazione americana alle nuove ricerche informali sulla pittura e sul dramma esistenziale che ha segnato l’arte europea del secondo dopoguerra.
Gino Marotta è stato tra i primissimi artisti a sperimentare materiali naturali e sintetici e a intuire la direzione tecnologica della scultura contemporanea, passando dai metalli dei suoi lavori degli anni Cinquanta alle installazioni fatte di balle di fieno nella mostra Arte povera più azioni povere tenuta nel 1968 ad Amalfi, fino ai suoi celebri metacrilati e alla sperimentazione del laser nel corpo plastico del suo lavoro.
Titina Maselli ha creato una nuova iconografia della pittura contemporanea, dove le anticipazioni della Pop art e le riflessioni sul Futurismo si mescolano alle ricerche sullo sport e sulla dimensione notturna ed elettrica delle città contemporanea.

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