La riorganizzazione della sanità pubblica molisana non può prescindere da momenti di confronto e di formazione, come quello avvenuto ieri, dalle 13.30 e per tutto il pomeriggio, nell’auditorium di via Elba, a Termoli. Presenti due dei vertici Asrem (mancava il direttore sanitario Bruno Carabellese perché impegnato in Regione), ma c’erano Giovanni Di Santo, manager dell’Asrem, e la direttrice amministrativa, Grazia Matarante. Ma c’erano anche i livelli politici come il governatore Francesco Roberti e il presidente del Consiglio regionale, Quintino Pallante. Una vicinanza istituzionale che ha voluto mostrare davvero come si voglia impostare il gioco di squadra per risollevare le sorti della sanità pubblica in Molise. “Professioni sanitarie: strategie di management e sviluppo organizzativo tra sicurezza delle cure, mantenimento della documentazione sanitaria e GDPR”: questo il titolo della giornata formativa rivolta ai coordinatori e ai referenti del comparto sanitario dell’Asrem Obiettivo quello di migliorare la ‘Governance’ del sistema, approfondendo temi ed argomenti su organizzazione, economia e tecnologia. Focus anche sulla realizzazione di un sistema di gestione del rischio clinico e sul miglioramento della qualità. Il presidente della Regione Francesco Roberti ha evidenziato come corsi come quello di ieri «Daranno la possibilità di approcciarsi alle tematiche con consapevolezza, conoscenza e sicurezza, per migliorarsi professionalmente. Noi stiamo lavorando con serietà, quando io dico che dobbiamo mostrare maggiore vicinanza al nostro sistema sanitario, lo si dimostra coi fatti, come in questo caso, quando non ci sono litigi e conflittualità si dà all’esterno quel segnale per invogliare a venire a lavorare in un posto dove c’è voglia di fare, collaborare, per la crescita del sistema sanitario, lo vediamo con i numerosi concorsi messi a bando, dove i medici rispondono, e non vanno più deserti». Rivolgendosi alla nutrita platea, Roberti ha riferito di voler trasmettere «Attestati di stima a tutti voi. Se non la difendiamo noi, dobbiamo essere i primi, non la difende nessuno, la sanità molisana, dimostriamo la capacità di fare buone e il Molise quando è unito fa la differenza. Siamo noi a vostra disposizione, per darvi tutto quello che vi occorre, fateci direttamente le richieste di ciò che vi occorre, perseguiamo lo stesso obiettivo, una sanità di qualità». Il direttore generale Di Santo ha rimarcato come occorra «Rispolverare alcuni concetti importanti, primo fra tutti la sicurezza delle cure, riorganizzare l’Asrem e le sue articolazioni in visione di una prospettiva diversa, andare avanti con sintonia, per realizzare una sana sanità qui in Molise. Lo stiamo facendo, stiamo potenziando tutti i servizi e l’organico, stiamo innovando, tutti aspetti finalizzati per dare qualità, sicurezza e certezza di cure al cittadino-utente, stiamo riscontrando buone adesioni nei concorsi. La necessità di partire dalle eccellenze è focale per governare la mobilità passiva, portiamo avanti innovazione ed expertise, per permettere a tutti gli attori della sanità regionale pubblica di esprimersi al meglio. Momenti come questi devono portarci all’esortazione a essere ancora più forti, determinati, uniti e compatti, per coltivare l’obiettivo del miglioramento della sanità, siete espressione della voglia del fare». Poi, compie un gesto apprezzato da tutti, dà a voce il proprio cellulare, invitando a contattarlo. La dottoressa Matarante, peraltro relatrice iniziale nell’evento moderato da Monica Surace, oltre che dal direttore delle Professioni sanitarie, Massimo Romanelli, che l’ha organizzato, ribadisce che si vogliono «Dare strumenti ai coordinatori infermieristici e delle professioni sanitarie, fondamentali, per cominciare a operare secondo la nuova organizzazione e nel rispetto delle normative che siamo tenuti a rispettare nell’attività che svolgiamo quotidianamente, come la protezione dei dati personali, la tutela è maggiore, dobbiamo avere rispetto e garantire il corretto trattamento». A intervenire, più sul versante politico, è stato Pallante, che ha demolito la questione del ritorno all’Abruzzo, «Chi parla di queste cose non conosce la storia, per farvi capire, su iniziative come oggi occorrerebbe rivolgersi all’Aquila. In tanti anni ci siamo guadagnati l’autonomia e dobbiamo preservarla». Il direttore delle professioni sanitarie, Massimo Romanelli, che il corso l’ha organizzato, ha ribadito come in Molise ci siano eccellenze che in regioni più considerate, vedi l’Emilia-Romagna, non albergano, fa riferimento a Rsa e Hospice di Larino, per esempio.

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