Partecipano solo al tavolo ministeriale sull’automotive, non su quello specifico di Acc, così per dire cosa pensano delle attuali dinamiche relazionali e occupazioni riferite al progetto di Gigafactory, l’Usb lavoro privato si rivolge a Primo Piano Molise e denuncia: «Per Acc e Stellantis soldi a palate, ai lavoratori nessuna certezza». «Nella giornata del 14 marzo, al ministero delle imprese e del Made in Italy si è tenuto l’incontro tra le organizzazioni sindacali firmatarie del Ccsl e Acc sulla Gigafactory. Dalle notizie divulgate emerge con chiarezza che i relativi permessi e investimenti non sono garanzia per gli attuali livelli occupazionali di Stellantis a Termoli. Un fatto preoccupante, su cui le rassicurazioni verbali dell’azienda non possono essere esaustive viste le ambigue intenzioni di Acc. Se le due aziende avessero voluto dare concretezza alle rassicurazioni solo verbali avrebbero già da tempo proposto una soluzione concreta attraverso impegni scritti con date e numeri ben precisi. A Termoli vi sono due realtà distinte e come tali vanno affrontate al momento: una che produrrà batterie per auto elettriche in futuro ed una che ha già subito forti ridimensionamenti e che progressivamente Stellantis vuole smobilitare. E’ a quest’ultima che al momento bisogna assicurare anche un futuro prossimo per non avere sorprese dolorose sul nuovo che nasce. Si continuano a concedere incentivi pubblici, mentre le produzioni dello stabilimento di Termoli vengono spostate altrove sottraendo sempre più posti di lavoro al territorio. La certezza dell’investimento Gigafactory viene data in pasto all’opinione pubblica come garanzia di futuro, ma è una foglia di fico che maschera tutto ciò che da anni subiscono i lavoratori dello Stabilimento e l’impatto che avrà dal punto di vista ambientale sul territorio. E’ un affare per tanti ma non per gli attuali dipendenti Stellantis, né per quelli dell’indotto. Continua a destare più di una perplessità il silenzio del Presidente della Regione che continua a portare avanti le proprie convinzioni palesate in occasione dell’incontro sindacale da lui convocato il 22 settembre del 2023: la regione deve innanzitutto pensare al nuovo stabilimento, che genererà ingenti entrate per l’erario regionale in quanto Acc avrà la sede legale sul territorio, mettendo in secondo piano le attuali produzioni Stellantis e le conseguenze che attendono i lavoratori attualmente in forza in Stellantis. L’Usb da tempo ha compreso che le dinamiche sulle produzioni Stellantis in Italia possono avere un futuro solo attraverso la realizzazione di un vero intervento pubblico, funzionale a rimettere al centro la qualità e la competenza del nostro paese nel settore automotive, garantendo che i fondi pubblici vengano effettivamente utilizzati per le produzioni sul territorio nazionale e non paradossalmente per quelle in paesi terzi, come certificato dal ministro Urso in persona. Noi continuiamo a credere che quella di Stellantis è una vertenza che va affrontata complessivamente ed in modo organico con azioni incisive. Non basta qualche sciopero “spot” dove praticamente le produzioni sono ferme e si finisce col certificare solo il disastro», intervento che ci ha documentato la referente Stefania Fantauzzi, attiva nel coordinamento interregionale Abruzzo-Molise.

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