La Liberazione potrebbe far rima anche con concertazione, nel senso che nel centrosinistra del campo strettissimo, in Molise, come i tempi che mordono in vista della presentazione delle liste e delle candidatura a sindaco, c’è chi spera che in questa settimana si partoriscano accordi e nomi spendibili alle urne. Inutile riepilogare le puntate precedenti, l’abbiamo fatto a menadito. Pd e Movimento 5 Stelle provano a trovare una quadra che vada al di là del nome di Joe Mileti, bloccato dai livelli nazionale e per questo, nelle ultime ore si fa avanti la componente rutiana, quella dell’ex parlamentare Roberto, s’intenda. Ipotesi di mediazione attraverso cui individuare profili che possano accomunare i desiderata sia dem che pentastellati, da far poi catalizzare quante altre forze possibili. Il coordinatore regionale del M5S ha confermato che si è al lavoro su una rosa di nomi, “politici” per la gran parte, che siano di riferimento nella coalizione e si spera di chiudere al più presto. Staremo a vedere. Intanto, chi ha deciso di non recarsi alle urne è Alternativa Civica, la prima compagine uscita allo scoperto nel novembre scorso, delusa, a dir poco, dalle dinamiche e dalle evoluzioni maturate in cinque mesi di colloqui, tavoli e incontri, tanto da far dire loro:«Naufragium feci, bene navigavi” (“Ho fatto naufragio, ma ho navigato bene”)». «Mai richiamo più illuminante – quale figura retorica – l’ossimoro di Erasmo da Rotterdam “Naufragium feci, bene navigavi” che sul tema della navigazione, che è la filosofia, il naufragio individuale e/o sociale non è un passaggio negativo ma un elemento necessario di verifica di corrispondenze significanti. Alternativa Civica Termoli, con l’ambizione di compiere un’azione concreta per il benessere comune ha fatto propria questa esperienza, nella consapevolezza che una politica più giusta e più umana può sempre essere pensata ma la sua realizzazione compiuta deve confrontarsi con la contingenza storica e umana della mediazione. Ha preposto fin dall’inizio del dibattito elettorale con le altre aggregazioni politiche e partitiche – a dire il vero a tratti tortuoso, ambiguo, involuto – una identità precisa che nasce da un programma e una visione politica sociale ripuliti dal manierismo ideologico, riabilitati da una giusta misura civica, resi genuini da un sano rapporto con la propria terra, orientati a non cadere nella spirale di odio/risentimento tra i diversi protagonisti. L’esigenza del confronto sui programmi propedeutici della sfida elettorale è stata esplicitata e ribadita con fermezza in ogni tavolo a cui ha partecipato, ma è stata sempre disattesa tanto da risultare sempre più flebile e lontana. Una remota e solitaria predica nel deserto a fronte di un astensionismo sempre più allarmante quale cifra evidente della distanza fra i cittadini, la politica e le istituzioni: il segno più forte della crisi della nostra democrazia. Ma proprio l’astensionismo, incrociando il vuoto delle forze politiche, crea la trappola perfetta: il basso numero di elettori che si recano alle urne moltiplica il peso del voto clientelare sulle sfide elettorali, del consenso organizzato intorno a micro interessi di parte. Lo scenario politico ha via via assunto le sembianze di un’avventura infida, talvolta sleale, in un mare nebuloso, a tratti evanescente, in cui è stato inevitabile naufragare. Perciò è di estrema attualità e urgenza depurare la rappresentanza politica dalle degenerazioni correntizie e dal gioco delle ‘tessere’ e far tornare il sostegno, in modo particolare, del mondo del lavoro maltrattato (Jobs Act) e dei giovani su ambiente, scuola, precarietà, disuguaglianze. Questo attraverso un mutamento, innovativo e solidale, basato sulla partecipazione attiva e consapevole dei cittadini, con riguardo e attenzione al bene comune. Purtroppo il neoliberismo ha vinto nelle teste e nelle coscienze delle persone prima che sul campo ‘largo’. Noi aderenti a Act continuiamo a credere nell’intrapresa sociale e culturale, e in tutti coloro che non si sono arresi, che credono di poter essere vivi e felici solo se lo sono anche gli altri. Non saremo assenti alle consultazioni, da cittadini consapevoli parteciperemo al voto, ma la nostra attività si concretizzerà in altro, partendo da oggi per costruire un percorso alternativo, uno spazio socio-culturale di elaborazione ove discutere, analizzare, proporre idee nel dialogo continuo con la Città».

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