La crisi della Del Giudice entra ufficialmente nell’agenda politica regionale. Ieri mattina, durante la riunione della Giunta, l’assessore alle Attività produttive Andrea Di Lucente e il presidente della Regione Molise Francesco Roberti hanno incontrato la proprietà del gruppo Amodio, attuale titolare dello storico stabilimento lattiero-caseario di Termoli. Un primo confronto definito “conoscitivo”, ma che segna l’avvio di un percorso istituzionale che dovrà affrontare dieci anni di fragilità strutturali, due fallimenti consecutivi e un utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali.
Di Lucente ha chiarito che l’obiettivo immediato è comprendere la reale portata delle criticità: «Volevamo ascoltare direttamente dalla proprietà quali siano i problemi e quali prospettive immaginano. Ci siamo aggiornati al 20 del mese per un nuovo incontro operativo». L’assessore ha annunciato inoltre la convocazione urgente delle organizzazioni sindacali, con un confronto che si terrà direttamente nello stabilimento di Termoli: «È fondamentale ascoltare i lavoratori, capire le loro esigenze e verificare quali siano le necessità produttive dell’azienda».
Sul tavolo c’è un nodo che non può più essere eluso: la sostenibilità industriale. «Non si può imporre a un’azienda livelli occupazionali che non corrispondono ai volumi produttivi reali – ha aggiunto Di Lucente – ma il nostro compito è cercare soluzioni condivise e accompagnare un eventuale piano di sviluppo».
A definire con nettezza il quadro interviene Giacomo Battaglione, che da anni segue la vertenza e non risparmia critiche: «Da dieci anni la Del Giudice vive grazie a strumenti emergenziali: contratti di solidarietà, Gico, Gics. Su 54 dipendenti, quelli realmente impiegati erano circa 25. È stato fatto un uso distorto di strumenti nati per aiutare le persone, non per sostituire una struttura produttiva che non reggeva più». Battaglione insiste su un punto: «I lavoratori non sono numeri da alternare a ore ridotte. Sono collaboratori essenziali. Un’azienda funziona se produce, e produce se chi lavora è messo nelle condizioni di farlo a pieno regime».
Secondo Battaglione, il gruppo Amodio ha acquistato la Del Giudice con l’intenzione di ristrutturarla e rilanciarla, puntando su prodotti realmente molisani: «Se hanno scelto Termoli è perché vogliono valorizzare il territorio. Il futuro dell’azienda c’è, ma va costruito su basi solide».
La Regione, dal canto suo, si dice pronta ad aprire un tavolo tecnico sugli investimenti che la proprietà intende realizzare. «Hanno capito di avere davanti un interlocutore serio – conclude Di Lucente – e noi siamo disponibili ad accompagnarli in un percorso di sviluppo che rafforzi l’azienda e tuteli i lavoratori».
Il 20 febbraio sarà il primo vero banco di prova. Da lì si capirà se la Del Giudice potrà finalmente uscire da un decennio di precarietà e tornare a essere una realtà produttiva stabile del basso Molise.
























