Il tavolo convocato ieri mattina a Palazzo Vitale dall’assessore alle Attività Produttive, Andrea Di Lucente, doveva essere il primo passo per affrontare la crisi dello stabilimento K+N di Termoli, snodo cruciale della logistica legata al motore GME prodotto da Stellantis. Invece si è trasformato in un segnale d’allarme: la proprietà non si è presentata, lasciando Regione e sindacati davanti a un’assenza definita “inaccettabile” e “gravissima”.
Di Lucente non ha nascosto la sorpresa: «Avevamo invitato anche i rappresentanti dell’azienda, ma oggi non erano presenti. Nelle prossime ore proverò a contattarli telefonicamente per capire le motivazioni e verificare se c’è la volontà di rimanere sul territorio molisano». L’assessore ha ribadito la disponibilità della Regione a un confronto “serio e concreto”, ricordando che «chiunque abbia avuto difficoltà in questa regione si è sempre seduto al tavolo con noi e con i sindacati. Con K+N intendiamo fare la stessa cosa».
Ma la reazione più dura arriva dalle organizzazioni sindacali, che da mesi chiedono un confronto vero con la multinazionale. «L’assenza dell’azienda è la cosa più grave che potesse accadere oggi», attacca la Uil. «Un’azienda con un problema così grande non può permettersi di sparire. Ci sono in gioco il destino e il futuro di 63 lavoratori con le rispettive famiglie. K+N deve uscire allo scoperto e dire chiaramente cosa vuole fare».
La Cisl rincara: «Da più di un anno e mezzo registriamo le difficoltà del mercato auto e della produzione del GME. Abbiamo chiesto a K+N interlocuzioni per trovare misure necessarie a garantire gli attuali posti di lavoro. Ma la proprietà continua a sottrarsi. È una multinazionale e ha responsabilità sociali che non può ignorare, soprattutto in un territorio fragile come il Molise».
Il nodo è Stellantis. K+N opera quasi esclusivamente nella logistica del motore GME 2000 T4 destinato alla Jeep Compass americana. Il rallentamento produttivo, unito alla strategia del gruppo di riportare all’interno molte attività esternalizzate negli anni, sta generando un effetto domino devastante. «Stellantis sta cercando di riportare dentro tutte le attività che aveva esternalizzato», spiegano i delegati. «E questo colpisce direttamente K+N, una delle realtà più grandi dell’indotto termolese».
Gli RSU raccontano un clima di incertezza totale. «Siamo in cassa integrazione da dicembre e non sappiamo fino a quando», dice Domenico Bello. «La cassa non è una soluzione: la soluzione è il lavoro. E oggi non sappiamo quali siano le intenzioni della proprietà». Ancora più netto Antonio Marinelli: «C’è tanta amarezza e tanta preoccupazione. Siamo venuti qui per chiedere aiuto, ma senza l’azienda trovare una soluzione è impossibile. Il futuro, al momento, non è roseo».
La Regione, una volta ottenute informazioni certe da K+N, aprirà un’interlocuzione diretta con Stellantis per capire se intenda continuare a esternalizzare la logistica o riportarla dentro lo stabilimento. «Appena avremo tutte le informazioni necessarie – ha detto Di Lucente – ci siederemo anche con Stellantis».
Intanto i sindacati preparano la mobilitazione: «Nei prossimi giorni decideremo insieme ai lavoratori quali iniziative mettere in campo. Il Molise non può perdere altri posti di lavoro. E K+N non può più nascondersi».


























