Lo stabilimento Stellantis di Termoli esce dall’incontro di venerdì 6 marzo a Roma con un quadro che alterna segnali di rilancio e nodi ancora irrisolti, tra investimenti confermati, riduzione degli esuberi e una prospettiva industriale che resta appesa alle scelte del gruppo e dell’Unione Europea. Il comunicato unitario dei sindacati certifica l’avvio del nuovo cambio EDCT dal 15 settembre, un investimento da 41 milioni che porterà pre‑serie già tra giugno e luglio e che, come riportato nel documento, «dovrebbe implicare un’occupazione aggiuntiva a regime per 288 persone». Una boccata d’ossigeno che consente di ridurre gli esuberi a 400 su 1.780 addetti, di cui 180 in trasferta, con un contratto di solidarietà che potrà scendere dall’attuale 15% grazie alle uscite volontarie. Ma la tenuta del sito resta fragile, e lo dicono con chiarezza i due interventi sindacali che hanno seguito il tavolo. Il primo è quello di Marco Laviano (Fim‑Cisl), che offre una lettura completa e senza sconti della situazione, mettendo in fila opportunità e criticità: «Luci ed ombra, risposte parziali, risposte parziali perché c’è la forte responsabilità sociale di Stellantis di garantire il futuro allo stabilimento di Termoli, di riassorbire il personale che era andato a lavorare nei siti e che oggi vedeva incertezza occupazionale e produttiva e che invece ha la possibilità di tornare a lavorare in Italia negli stabilimenti Stellantis. Conferme dei 41 milioni di investimenti del cambio del futuro, l’EDCT, il cambio che andrà su tutte le autovetture ibride del gruppo, tutte. È chiaro che però resta la parte dell’incertezza che è quella legata alla produzione di motori. Il solo GME, ahimè, nel 2027 vedrà perdere gran parte delle capacità produttive perché gli investimenti in America favoriscono le produzioni soprattutto sul mercato americano, investimenti e normative che cambiano a favore dell’endotermico soprattutto. Il GSE ad oggi, con il solo Pandino e la sua 500 di Mirafiori, non riesce a dare una piena occupazione ai 1.800 dipendenti di Termoli.» Laviano entra poi nel merito delle richieste sindacali, indicando con precisione la necessità di nuove assegnazioni produttive: «Quello che noi abbiamo chiesto e abbiamo ribadito è il rafforzamento delle produzioni. Dichiarare 400 esuberi oggi significa comunque fare una fotografia del momento. Il 2027 e il 2028 senza ulteriori prodotti, con l’annuncio del 21 maggio, per noi potrebbe essere un problema perché quei 400 potrebbero diventare molti di più. È chiaro che vogliamo e chiediamo che i motori GSE, quelli che verranno in qualche modo rinnovati oltre l’Euro 7, possano essere carrozzati su tutte le autometture del gruppo Stellantis. Solo così riusciamo a dare fiato a una linea che può tranquillamente produrre 700.000 motori l’anno. Resta il prodotto di nicchia che è il motore V6, che in qualche modo, per quanto sia un motore premium, ha numeri bassi al momento.» E la conclusione è un avvertimento diretto: «Termoli per il futuro dovrà puntare forte sul cambio elettronico, sulla nuova versione del motore GSE. Ma è chiaro che questo serve semplicemente a garantire una capacità occupazionale di 1.800 dipendenti, che oggi con le attuali produzioni e con il mercato e con la normativa europea Termoli non si può permettere. Ed ecco perché dal 21 maggio ci aspettiamo delle risposte serie e concrete, perché quelle uscite al tavolo di ieri sono semplicemente parziali. C’è l’impegno, c’è la responsabilità, ma noi chiediamo produzioni e numeri». Accanto alla posizione della Fim-Cisl, arriva quella della Uilm con le parole del segretario nazionale Gianluca Ficco, che sintetizza la posta in gioco per il futuro del sito molisano: «Il rilancio dello stabilimento di Termoli deve partire dalle meccaniche, perché sulle meccaniche Termoli ha sempre espresso e può continuare ad esprimere un’eccellenza.» Ficco riconosce che il percorso avviato riduce gli esuberi, ma non scioglie i nodi strutturali: «Oggi abbiamo stabilito un percorso importante che riduce gli esuberi, ma nel medio e lungo termine serviranno altri impegni da parte di Stellantis e naturalmente un cambiamento da parte dell’Unione Europea. Termoli è un’eccellenza e noi dobbiamo riuscire a salvarlo».

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*