La politica non sta facendo la sua parte e di fronte a un ospedale San Timoteo allo stremo, questa la diagnosi dell’omonimo comitato, Nicola Felice e gli altri baluardi sono pronti a muoversi anche in sedi diverse da quelle coinvolte negli anni di battaglia civica a tutela della sanità pubblica in basso Molise, ipotizzabile anche quelle giudiziarie.
E’ questo il succo della conferenza stampa di ieri, ospitata nella sala della parrocchia da cui l’associazione prende il nome.
Riflessioni, proposte e iniziative del Comitato San Timoteo, sulle criticità del servizio sanitario regionale, oltre a quelle in aggiunta per l’emergenza Covid-19, in particolare nell’Ospedale San Timoteo di Termoli, in primis per la carenza di personale sanitario, con conseguente riduzione dei servizi ai cittadini e rischio di chiusura di interi reparti importanti per l’unico presidio ospedaliero a servizio della popolazione del basso Molise. Occasione per indicare, un piccolo contributo di idee, proposte e azioni che il Comitato, con l’auspicio che siano ritenute utili e confacenti, da parte dei preposti alla programmazione e realizzazione del servizio sanitario regionale. Momento importante, anche in vista dell’ormai imminente approvazione del Programma Operativo 2019-2021, in corso di stesura da parte dei Commissari con il supporto tecnico dell’Agenas, e che da quanto è stabilito nel nuovo Patto per la Salute 2019-2021 per le piccole regioni come il Molise è possibile andare in deroga ai parametri del famigerato Decreto Balduzzi: D.M 70/2015 (Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera), che al Molise ha comportato la perdita del Dea di II° livello, e restare con un solo Ospedale con Dea di I° Livello. Ciò ha comportato negli ultimi anni l’attuazione del P.O.S. 2015-2018, ancora in vigore, approvato con legge dello Stato e solo da poco dichiarato incostituzionale dalla Consulta, portando il servizio sanitario regionale in grave difficoltà fino alla chiusura di interi reparti nei presidi ospedalieri pubblici.
«Noi non sentiamo materialmente la presenza forte della delegazione parlamentare. I fondi ci sono e si può riprogrammare. Chiederemo un incontro ufficiale ai commissari, al direttore dell’Asrem e al presidente Toma. Chiameremo l’attenzione di tutti al Pos, che dovrà considerare tutti i territori e non accetteremo più. Tra pochi giorni facciamo sette anni che il comitato si è costituito. C’è elenco di un disastri della situazione ad oggi. Ad eccezione fatta per Medicina che riesce a mantenere il fronte. In Ortopedia è rimasto unico medico che fa sia il primario che gli interventi. Pediatria, urologia e otorino sono alla canna del gas e mancano i tecnici. Ci sono stati concorsi non espletati e alcuni fatti ma che hanno avuto trafile lunghissime che alla fine hanno fatto scappare i vincitori.
Questo è un momento cruciale. Adesso non c’è neanche l’intoppo del Balduzzi. Non si può dire più che l’ospedale San Timoteo deve avere la veste di ospedale di base e non avere quindi determinati reparti.
Il Basso Molise può tornare ad essere motrice. Ci aspettiamo però la presenza attiva della delegazione parlamentare. Noi vogliamo un piano in cui il San Timoteo torni ad essere ospedale».

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