Proseguono senza sosta le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, morte tra il 27 e il 28 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso per un presunto avvelenamento da ricina.
Secondo quanto riportato da LaPresse nelle ultime ore il legale di Gianni Di Vita, l’avvocato Vittorino Facciolla, di concerto con il suo cliente avrebbe deciso di affidare un incarico a un tossicologo di alto profilo per approfondire gli aspetti scientifici legati al presunto avvelenamento.
«Il mio assistito vuole essere collaborativo in ogni modo e contribuire alla ricostruzione dei fatti – spiega Facciolla -. Per farlo è necessario comprendere come funziona questa sostanza e cosa può essere accaduto».
Alla base della scelta anche il fatto che, allo stato attuale, non esista ancora una conferma definitiva della presenza di ricina, ma solo una non negatività emersa dai primi accertamenti del Centro antiveleni Maugeri di Pavia, dal quale in settimana dovrebbe arrivare la relazione ufficiale, fondamentale per l’indagine perché conterrà le risposte definitive sulla presenza della ricina nel sangue delle due vittime.
«C’è l’esigenza di capire il funzionamento di questa sostanza anche dal punto di vista dell’organismo per aiutare la ricostruzione di quanto accaduto e comprendere anche eventuali contaminazioni che al momento non si possono escludere – aggiunge il legale -. L’obiettivo di Gianni Di Vita è che si accerti la verità ed è lo stesso identico interesse della Procura».
Nel frattempo proseguono gli accertamenti della Squadra Mobile di Campobasso, coordinati dalla Procura di Larino, che procede per duplice omicidio premeditato contro ignoti. Sabato scorso il capo della Squadra Mobile Marco Graziano è tornato a Pietracatella per un sopralluogo.
Ieri mattina presso la Questura di Campobasso sono ripresi gli interrogatori di parenti, amici e conoscenti, mentre in settimana è prevista una nuova ispezione nella casa posta sotto sequestro della famiglia Di Vita. Entro fine mese è attesa poi anche la consegna, sul tavolo della procuratrice di Larino Elvira Antonelli, degli esiti delle autopsie eseguite lo scorso 31 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso sui corpi di madre e figlia.

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