Nicola Cavaliere: lei è capo delegazione di Forza Italia in giunta regionale, ma il presidente è di Forza Italia. Avete commissariato Donato Toma in pratica.
«Io non la leggo così. È una nomina, sulla scorta di quanto avviene al governo nazionale in cui ogni partito ha un capo delegazione, per fare sintesi e trovare un equilibrio su determinati argomenti strategici per il territorio o provvedimenti che hanno una caratterizzazione più politica. Su questi argomenti Forza Italia vuole avere maggiore collante, rispetto a come si è agito finora, fra la giunta e il partito. Siamo tre rappresentanti, io sono assessore, c’è poi il sottosegretario e un consigliere regionale. La scelta è stata effettuata anche per avere un maggiore equilibrio delle rivendicazioni dei singoli e forse il peso della bilancia non è proprio equo per tutti. Maggiore equilibrio, ribadisco, e una maggiore mediazione».
Negli ultimi tempi vi siete trovati davanti a “cose fatte”, a decisioni già prese che siete stati chiamati solo a ratificare?
«Potrebbe essere accaduto anche qualcosa del genere, all’interno di un esecutivo dove non ci sono mai stati problemi, però mettere in atto qualche correzione non è mai un fatto negativo. Non bisogna dimenticare che i partiti sono l’essenza, non ci si può ricordare dei partiti solo nel momento in cui si va ad elezioni, a rinnovi. in quel caso tutti danno un valore enorme ai partiti, durante la gestione meno, si pensa a una maggiore libertà. Non è proprio questo il motivo per cui si è deciso di nominare un capo delegazione. Siamo in tre ed è utile una voce unica che fa da raccordo e l’attività amministrativa può essere più spedita».
Si ha l’impressione che Forza Italia abbia voluto porre rimedio ad atteggiamenti rischiosi per il partito a pochi mesi dal ritorno alle urne. Al 2023 vi avvicinate “pericolosamente” comunque, intendo dire come centrodestra
«Qualche giorno fa proprio il suo giornale ha dato conto di un sondaggio in cui Forza Italia è il primo partito della coalizione in Molise. Siamo in crescita, c’è stata una serie di nomine, quasi tutti i Comuni sono stati coperti. C’è una delegazione in Regione rappresentata da tre consiglieri. Io assicuro la mia ricandidatura in Forza Italia senza se e senza ma, mi auguro che lo stesso avvenga per gli altri due colleghi, ne sono quasi convinto. E sono altrettanto convinto che il centrodestra si ricompatterà. Abbiamo molte fibrillazioni, in Fratelli d’Italia, nella Lega…
E ora anche in Forza Italia.
«Problemi minori in Forza Italia, non vedo grosse criticità. C’è una dialettica interna, costruttiva, ma il centrodestra nei momenti topici ha la capacità di riunirsi e trovare il bandolo della matassa nell’interesse dei molisani. Questo è il suo dna».
Leadership del 2023: il governatore uscente ha dato la sua disponibilità a ricandidarsi. Tutti aspettano che Forza Italia si esprima.
«Assolutamente legittima la proposta del presidente, sarà in discussione al tavolo del centrodestra, io ritengo in maniera scevra da veti. Però se facciamo mente locale su quanto sta avvenendo in Sicilia, sulla ricandidatura di Musumeci (uscente anche lui, ndr) c’è una dialettica molto forte, che ha scatenato ragionamenti sulla riconferma del presidente in Lombardia. È semplice dire: spetta a Forza Italia, decidete. Il meccanismo è nazionale, in un contesto nazionale dove le caselle vengono ‘ragionate’ politicamente. Assolutamente legittima la richiesta di Toma sulla ricandidatura, quindi, vedremo a breve cosa si deciderà per la Sicilia e di conseguenza ragioneremo sul resto».
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