Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del presidente Draghi e del ministro Franco, la relazione al Parlamento che aggiorna gli obiettivi programmatici di finanza pubblica sulla base di maggiori entrate pari a 6,2 miliardi di euro. Il governo presenterà la relazione alle Camere per l’autorizzazione necessaria affinché l’esecutivo possa utilizzare le risorse previste.
Si tratta di risorse aggiuntive che saranno contenute nel decreto Aiuti ter, l’ultimo che varerà il governo guidato dall’ex presidente della Bce, e che – dopo il via libera del Parlamento – andranno a contrastare gli effetti su famiglie e imprese del caro energia.
Di fronte all’aumento dei prezzi dell’energia elettrica, anche l’Unione Europea sembra pronta a imporre una tassa sugli extra-profitti delle compagnie energetiche.
Insomma a Roma e a Bruxelles si studiano misure per bloccare le bollette esorbitanti che stanno mettendo in crisi i bilanci delle famiglie ma soprattutto l’economia reale del Paese. Un tema che chiama tutti alla responsabilità al di là delle appartenenze politiche. Sul caro energia serve un impegno condiviso anche a livello locale. Ne è convinta la consigliera Micaela Fanelli che chiede alla Regione di fare la sua parte. «La Regione – dice la capogruppo dem che sulla questione ha presentato una mozione – ha il dovere di fare tutto il possibile per mettere in campo una serie di azioni a supporto di famiglie e imprese affinché il caro energia non rappresenti un’ulteriore stoccata a un tessuto economico e sociale già fragile e già, tra l’altro, duramente colpito dalla lunghissima fase del Covid. E serve per prevenire i maggiori costi in termini sociali che ci sarebbero se non si interviene subito: aumenti di cassa integrazione, del ricorso al reddito di cittadinanza e di altre misure per fronteggiare l’emergenza sociale».
E gli effetti potrebbero essere ancora più devastanti nel Molise che uno studio della Cgia di Mestre piazza al quinto posto per povertà energetica.
«Accanto ai problemi per le famiglie – annota Fanelli – , quelli delle imprese che rischiano di chiudere. Un tessuto produttivo, quello molisano, già duramente provato da deficit strutturali, collegamenti infrastrutturali penalizzanti e tasse al massimo, non può permettersi un’impennata dei prezzi energetici. Il rischio è la totale desertificazione industriale».
Tra le prime misure avanzate nel testo della mozione presentata dalla consigliera del Partito Democratico c’è l’attivazione di un fondo di 20 milioni di euro in favore dei Comuni o degli Ambiti Territoriali Sociali di Zona, per l’erogazione di contributi diretti alle famiglie per il caro bollette. «Serve attivarsi – spiega ancora la Fanelli – per dare il via a una procedura simile a quella attuata durante il periodo del Covid, per far in modo che i Comuni possano disporre di risorse certe per i residenti. Ovviamente per rendere possibile tutto ciò, la Regione Molise deve farsi promotrice della richiesta di deroga che consenta che una parte dei fondi addizionali europei e nazionali possano essere impegnati per tale scopo, ovvero quella che, specificatamente, viene indicata come una deroga da conto investimenti a conto gestione».
Intanto domani in calendario c’è la riunione dei capigruppo e l’auspicio, non solo della Fanelli, è che il presidente Micone e gli stessi capigruppo possano scegliere di trattare specificamente il tema in Aula.

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