Salvatore Micone raccoglie l’appello del Terzo polo. Un progetto alternativo, di larghe intese o anche di salute pubblica per rianimare il Molise? Perché no, risponde il presidente del Consiglio regionale. Si può fare.
Non è il solo ad aver dato riscontro alla “chiamata” di Azione e Italia Viva «ad aprire un dialogo serio e paritario con le forze politiche di centro e con le liste civiche moderate che si ispirano a valori democratici, liberali e riformisti», così il segretario del partito di Calenda, Luigi Valente, qualche giorno fa. Interesse avrebbe mostrato pure l’esponente di Orgoglio Molise Gianluca Cefaratti (l’unico rimasto a Palazzo D’Aimmo dopo l’adesione dell’assessore Vincenzo Cotugno al gruppo Misto) così come movimenti civici in procinto del lancio ufficiale.
Micone non ha problemi a confermare. «Ho colto positivamente l’appello del Terzo polo. Da tempo sostengo che in Molise il centro possa e debba giocare un ruolo da protagonista. Al Molise, aggiungo oggi, dobbiamo dare un governo di larghe intese, se vogliamo anche di salute pubblica, se vogliamo che la regione esca dalle secche». Impossibile non cogliere, nell’analisi di Micone, assonanze importanti con il ragionamento che, per esempio, ha avviato su queste colonne Oreste Campopiano. «C’è bisogno di competenza, esperienza e partecipazione. Sono d’accordo con questo schema – aggiunge il numero uno di Palazzo D’Aimmo – Poi dovremo individuare le persone giuste per interpretarlo, capaci di fare sintesi, che sappiano ascoltare il territorio».
Qualche chiacchierata c’è stata, anche qualche incontro. Ma il resto del centrodestra che ne pensa? «Guardi, alla richiesta dell’eurodeputato Aldo Patriciello di convocare il tavolo nazionale e regionale per cominciare a definire programma e liste credibili non c’è stata risposta. Forse i partiti vogliono rinviare fino all’ultimo secondo calando dall’alto soluzioni su cui a quel punto non ci sarebbe neppure il tempo di confrontarsi. Ripeto: i problemi della nostra terra sono tanti e difficili, chi si propone per governare il Molise deve attrezzare proposte serie, ascoltando non solo il mondo politico ma anche quello imprenditoriale e quello sindacale. E questo – conclude Micone – non si può fare negli ultimi dieci giorni prima della presentazione delle liste».

r.i.

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