Anche Massimiliano Scarabeo ha vinto il ricorso: la Corte d’Appello, ha fatto sapere lui stesso, ha dichiarato illegittima l’abrogazione della surroga attuata con effetto immediato nel 2020 dalla maggioranza di centrodestra. L’ex inquilino di Palazzo D’Aimmo ora, al netto di sorprese tipo le dimissioni di Nicola Cavaliere da assessore, tornerà consigliere regionale del Molise seppure solo per qualche settimana prima della fine ufficiale di questa legislatura, infinita per le sorprese che ha riservato.
Il collegio di secondo grado, ha spiegato Scarabeo ieri in tarda mattinata, si è conformato alla pronuncia della Cassazione che agli inizi di marzo ha dato ragione all’altro ex consigliere surrogato Antonio Tedeschi e al coordinatore di Fratelli d’Italia Filoteo Di Sandro. Le modifiche delle norme elettorali, hanno ribadito i giudici della Suprema Corte, non possono che applicarsi dalla legislatura successiva. Così avrebbe dovuto regolarsi il legislatore molisano quando, con la manovra di bilancio del 2020 cancellò l’incompatibilità fra assessore e consigliere introdotta dalle norme elettorali regionali nel 2017.
Tedeschi, nel 2018 primo dei non eletti della lista Popolari per l’Italia, nonostante la vittoria in giudizio non è rientrato nell’Assise di via IV Novembre perché Vincenzo Niro ha lasciato l’esecutivo Toma. Non lo ha fatto, invece, l’esponente di FdI Quintino Pallante. Di Sandro, quindi, è diventato consigliere della XII legislatura (Pallante divenne assessore solo dopo l’abrogazione della surroga, prima era stato sottosegretario alla presidenza).
Cinque anni fa, Scarabeo si candidò con Forza Italia subentrando in Aula all’assessore Nicola Cavaliere. Che oggi è uno dei papabili candidati alla presidenza (in quota azzurri) e che potrebbe anche lui decidere di lasciare la giunta (ormai l’attività dell’amministrazione è limitata all’ordinario). Sarebbe però un ulteriore strappo politico nei confronti, peraltro, del primo partito del centrodestra. Scarabeo ha infatti aderito da tempo a Fratelli d’Italia.
In caso tutto filasse liscio per il politico venafrano, dopo la notifica del verdetto di appello a Palazzo D’Aimmo, il presidente Salvatore Micone (anche lui fra i papabili candidati alla guida della coalizione) convocherà il Consiglio per la presa d’atto della sostituzione da operare fra Scarabeo e Cavaliere.
Nel giudizio Scarabeo era difeso dagli avvocati Vincenzo Iacovino, Antonella De Benedictis e Vincenzo Fiorini.. Nel dettaglio, spiegano i legali, la Corte d’Appello uniformandosi ai principi espressi dalla Cassazione ha evidenziato che «la questione verte su un diverso profilo, ossia sulla possibile efficacia dei mutamenti normativi in materia di incompatibilità, con riguardo alle legislature già in corso ed, in particolare, sull’efficacia del disposto della legge regionale del Molise del n. 1 del 2020, articolo 11 con riguardo alle elezioni regionali svoltesi in Molise nel mese di aprile 2018. Deve ritenersi che tale disposizione disciplini solo per l’avvenire, con riguardo alle future tornate elettorali». La Regione e Cavaliere sono stati condannati al pagamento delle spese legali del doppio grado di giudizio, sul che gli stessi «hanno continuato a resistere anche dopo le pronunce della Cassazione».
Grande soddisfazione ha espresso Scarabeo «che non ha mai rinunciato a far valere i proprio diritti innanzi alle competenti autorità giudiziarie».
Chiederà immediatamente di essere reintegrato quale consigliere regionale e si attiverà, proseguono i suoi difensori, «per richiedere tutti i cospicui danni subiti sia di carattere patrimoniale che di carattere morale e di perdita di chances» oltre che per portare la vicenda all’attenzione della magistratura contabile e penale. Dopo i verdetti della Cassazione, ricordano ancora dallo studio Iacovino, aveva già diffidato Micone a farlo tornare in Aula, ma il capo di Palazzo D’Aimmo, sulla scorta di un parere dell’Avvocatura distrettuale dello Stato, «riteneva non sussistenti i presupposti giuridici per procedere in tal senso».
ppm

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