Sullo sfondo la bandiera dell’Europa, in alto a destra, stilizzata, quella tricolore.
«Europee 2024. Si parte! Venerdì 2 febbraio 2024, ore 18. Aldo Patriciello».
È il terzogenito Carlo, che le cronache descrivono come potente e integerrimo dirigente Neuromed, a fare coming out su Facebook e a dare il via alla campagna elettorale dell’eurodeputato molisano.
Nella locandina manca un dettaglio, che però fonti qualificate e accreditate vicine al politico venafrano confermano: il 2 febbraio al taglio del nastro ci sarà un ospite d’eccezione: il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, nonché segretario del Carroccio, Matteo Salvini.
Manca il crisma dell’ufficialità. Ma i giochi sono ormai fatti. Aldo Patriciello, che corre per la quinta volta e la quarta riconferma consecutiva a Bruxelles, sarà candidato con la Lega.
Una scelta per certi versi obbligata i cui contorni sono noti: poco spazio in Forza Italia, dopo la scomparsa del presidente Berlusconi – amico personale del deputato europeo; non maturi i tempi per un eventuale ingresso in Fratelli d’Italia.
Decisamente nel centrodestra, ma questa volta con Salvini e Giorgetti.
Qualche perplessità era trapelata nei giorni scorsi dall’entourage del parlamentare rispetto alla decisione del Capitano di non candidarsi capolista nei cinque collegi ma evidentemente i dubbi sono stati abbondantemente fugati.
Conoscendo la potenza di fuoco che nel tempo Patriciello ha messo in campo, l’evento di venerdì 2 febbraio in programma all’Hotel Dora manderà in tilt la viabilità sulla statale 85.
Oltre ai numerosi fedelissimi dell’eurodeputato, che certamente gli renderanno onore anche dalle regioni limitrofe, è atteso lo stato maggiore della Lega e dell’intero centrodestra, a cominciare dal presidente della Regione, Francesco Roberti.
Le elezioni si terranno sabato 8 e domenica 9 giugno. Quattro mesi di campagna elettorale sembrano tanti, ma il collegio Meridionale, oltre al Molise, comprende Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria.
Un territorio molto vasto che va raggiunto e visitato perché gli elettori per esprimere la preferenza non dovranno solo barrare il simbolo ma scrivere nome e cognome del candidato.
Un’elezione, come del resto le precedenti, non affatto semplice. Dal 2004 al 2019 Patriciello ha totalizzato 377.361 preferenze (68.065 nel 2004; 114.140 nel 2009; 111.580 nel 2014 e 83.576 nel 2019). Un bottino che numerosi leader nazionali invidiano.
Complicato avanzare ipotesi. Non è un azzardo però prevedere che numerosi elettori lo seguiranno anche in questa nuova avventura.
Il profilo di Patriciello, ultimo (a dispetto dell’età) tra i democristiani ancora a ricoprire ruoli che contano, non ha molti punti di convergenza con il Carroccio. Ma l’arte della politica è anche quella di adattarsi e saper trarre il meglio dalle opportunità che il momento storico consente.
ppm

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