Respinge le accuse del centrosinistra, in particolare del consigliere regionale 5s Roberto Gravina che ha definito «inutile» il suo ruolo. Assessore alle Infrastrutture e consigliere giuridico del ministro Salvini, Michele Marone anzi rivendica: solo grazie agli sforzi del governo Roberti si stanno recuperando i ritardi nell’elettrificazione.
Quando l’intervento sarà terminato, la stima è per i primi mesi del 2028, e Campobasso tornerà raggiungibile in treno, la percorrenza da e verso la Capitale potrà inoltre essere ridotta di altri 25 minuti grazie alla realizzazione di un “baffo” a Rocca d’Evandro che consentirà di agganciare la tratta molisana all’alta velocità (alta capacità) Napoli-Roma.
Assessore, dal campo progressista le arriva quasi una richiesta di dimissioni. Campobasso è l’unico capoluogo d’Italia non raggiungibile con la ferrovia perché l’elettrificazione sta diventando quasi come la Cappella Sistina: un’opera monumentale, anche nei costi.
«Guardi, gli esponenti del campo largo solo ora che sono all’opposizione si sono accorti che la città di Campobasso non è ancora collegata con la linea elettrificata della ferrovia, nonostante abbiano avuto nella scorsa legislatura ben quattro parlamentari che erano in maggioranza di governo. Evidentemente non hanno fatto niente. Anzi, voglio sottolineare che da 30 anni le infrastrutture del Molise non sono state interessate da manutenzioni né oggetto di richieste di nuove programmazioni. Viceversa, la sfida è quella messa in campo già dal suo insediamento da questo governo regionale, attraverso il sottoscritto, che sin da subito ha chiesto di velocizzare e anticipare i lavori di elettrificazione per collegare il Molise alla Capitale. Dopo tutte le vicissitudini e le criticità strutturali e anche di natura geologica che caratterizzano il territorio della nostra regione, finalmente il 19 gennaio, dopo le pressioni del sottoscritto, Rfi è riuscita a consegnare la linea elettrificata fino a Bojano che allo stato è l’hub ferroviario del Molise».
I problemi maggiori però sono localizzati subito dopo. Un ultimo ostacolo, sul tratto Guardiaregia-Campobasso, ma un ostacolo ingombrante.
«Sappiamo tutti che ci sono due gallerie che sono crollate. Visto che i lavori erano bloccati da tempo perché evidentemente l’impresa che avrebbe dovuto realizzare le opere civili si è fermata, non è stata più in grado di far fronte a queste criticità, ho personalmente sollecitato l’amministratore delegato di Rfi a rimediare a questa situazione. Quattro giorni dopo la richiesta della Regione Molise di fissare un incontro per trovare una soluzione, abbiamo avuto una riunione e successivamente sono stati richiesti i fondi necessari a ripristinare le gallerie, farle nuove, e liberare il campo della linea ferrata da tutto il terreno franato. Quindi, il 30 gennaio Rete ferroviaria italiana ha pubblicato il bando (da oltre 42 milioni, ndr), la cui scadenza è fissata al 30 marzo. La direzione territoriale Molise e Campania mi ha assicurato che, in seguito alle procedure di gara previste dalla legge, entro il mese di settembre sarà consegnato il cantiere all’impresa aggiudicataria. Da quel momento, ci sarà un cronoprogramma di 400 giorni, per cui Rfi prevede che nei primi mesi del 2028, finalmente, Campobasso sarà collegata alla linea elettrica».
Lei respinge dunque le accuse al mittente.
«Beh, agli amici del campo largo vorrei dire che questo assessore la responsabilità se l’è assunta sin da subito e quotidianamente si assume tutte le responsabilità per mantenere quelle esistenti e prevedere la realizzazione di nuove infrastrutture in Molise per farlo uscire dall’isolamento causato da 30 anni di inattività in termini di programmazione in questo settore».
Ci spiega meglio cos’è questo “baffo” che sarà realizzato a Rocca d’Evandro? Lo ha chiesto sempre lei a Rfi, giusto?
«Ne ha parlato già anche il presidente Roberti in altre occasioni: già nel 2024 abbiamo chiesto all’ad di Rfi la previsione e la realizzazione di un cosiddetto “baffo” che colleghi la linea all’altezza di Rocca d’Evandro con la linea alta velocità, appena dopo la stazione di Venafro. Questo consentirebbe di non passare più sulla tratta verso Cassino ma sull’alta velocità e accorciare di 25 minuti i tempi per raggiungere Roma. Con questa opera, e con altri interventi di ammodernamento anche della tratta da Termoli fino a Campobasso e poi fino a Bojano e Cantalupo – saranno in particolare tagliate delle “curve” che comunque resteranno come linea turistica o storica – riusciremo a garantire ai molisani di arrivare nella Capitale in tempi certi e i più brevi possibile». ritai

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