Gli chiedono – direttamente, sui media e sui social – di istituire la zona rossa a Campobasso. «La zona rossa si istituisce per proteggere chi ne è fuori. Se Campobasso diventa zona rossa cosa cambia per i campobassani? Non è così che proteggiamo la città e i suoi residenti dal rischio contagio».
Donato Toma ribadisce: il cluster identificato all’interno della comunità rom della città è significativo ma «circoscritto, sappiamo qual è il perimetro e lo stiamo definendo con certezza in queste ore. Entro domani (oggi, ndr) l’Asrem completerà lo screening sui sintomatici, i loro contatti e sugli abitanti nei condomini interessati. Stiamo eseguendo tamponi per cerchi concentrici». Stasera nella riunione dell’unità di crisi il governatore conta di avere un quadro completo o comunque molto ampio della situazione. «Così potremo prendere una decisione definitiva».
La Protezione civile regionale ha avviato la procedura per individuare strutture di accoglienza e ospitalità temporanea per positivi al Covid-19. Si cercano strutture preferibilmente nelle vicinanze del Cardarelli e con almeno 30 stanze, dotate di servizi e arredi. Alloggio, vitto, pulizia, guardiania: questi in linea generale i servizi da garantire. La ‘call’ si chiude stamane alle 11.
Il governatore, però, ieri ha confermato l’impressione di non voler ricorrere a un isolamento comune per tutti i rom che risulteranno positivi. Non gli sfugge che sarebbe come una deportazione. La comunità ha già detto no alla proposta dell’Asrem. «Ci sono bambini piccoli, famiglie. Intanto abbiamo concordato con il prefetto, il questore e il comandante dei Carabinieri una vigilanza rafforzata nei luoghi in cui abitano i malati di Covid isolati al domicilio. Una sorveglianza raddoppiata che, insieme alla responsabilità della comunità interessata, ci permetterà di continuare a seguirli a casa. E poi vale per tutti coloro che sono in quarantena: chi è in isolamento – sottolinea Toma – non deve uscire, se ha bisogno di qualcosa chiama la nostra Protezione civile che attraverso il servizio Record assicura la consegna di cibo e medicinali».
Insieme ai governatori di centrodestra, Toma ha firmato una richiesta al presidente della Conferenza delle Regioni «sollecitandolo a convocare urgentemente un incontro con il governo al fine di avere assoluta certezza che le linee guida Inail per le riaperture siano disponibili entro mercoledì della prossima settimana e che dal 18 maggio ogni territorio, nel rispetto delle misure per il contenimento della pandemia, possa consentire la ripartenza delle attività economiche. Una prospettiva che, qualora fosse disattesa, porterà queste Regioni ad agire autonomamente».
L’incontro richiesto è stato calendarizzato per oggi pomeriggio col ministro Boccia. «Vogliamo le linee guida», ribadisce Toma. Lo ha detto anche a Sky ieri mattina insieme al collega, di centrosinistra ma sulla stessa linea d’onda, Emiliano. Il cluster dei rom, a parere di Toma, non ostacolerà le riaperture. Ma su Fb comunque il governatore mette i puntini sulle ‘i’: «Quanto accaduto schiaffo a tutti i molisani che per due mesi hanno rispettato le norme. Chi si è reso protagonista del mancato rispetto delle regole e chi non ha controllato si assume una responsabilità enorme di fronte alla comunità». Ora però, ha concluso, il nemico è il coronavirus.
r.i.

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