Ieri una prima riunione di maggioranza per testare il ‘sentiment’ sulla nomina del quinto assessore.
Il governatore Toma è pronto, con la Lega ha chiarito, ma non vuole sorprese fra i suoi e meno che mai in Aula al momento del voto. Quindi ha delegato ieri Quintino Pallante a sondare gli umori. Che non sono indifferenti al ‘chi’ e ‘come’. Mazzuto non è fuori gioco, ha detto a Primo Piano Toma domenica. Ma è pur vero che Mazzuto in giunta è stato la causa del dissenso delle due elette della Lega, Calenda e Romagnuolo, che poi sono state espulse. Senza che il Carroccio nazionale si sia preoccupato dei contraccolpi per la tenuta della maggioranza di centrodestra in Molise.
In queste ore sono circolati altre ipotesi, per esempio il nome del presidente del Consiglio comunale di Termoli Michele Marone.
Domani mattina ci sarà un’altra riunione di maggioranza e parteciperà anche Toma. Che ha annunciato di essere pronto ma vuole condividere con i suoi la decisione. Se facessero le barricate, niente assessore alla Lega, non adesso magari. Potrebbero convincerlo, per esempio, che la boa di metà mandato è vicina e tanto vale ridefinire tutto in autunno: posto in giunta della Lega e ufficio di presidenza del Consiglio regionale. «Per convincermi io devo ascoltare le persone», sintetizza Toma. Che aveva annunciato per settembre lo scongelamento della casella leghista nel suo esecutivo, poi però coi vertici nazionali c’è stato un chiarimento, i colonnelli di Salvini spingono per tornare nella squadra di governo. «Voglio quindi capire la posizione della maggioranza, se mi espone problemi, quali sono e se lo fa in maniera ferrea. Quindi domani mattina decido in base alla riunione di maggioranza se fare la nomina, come farla e a chi. Se invece deciderò di non procedere alla nomina dovrò poi spiegare perché».

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