Pd e 5s, insieme a Mena Calenda che l’aveva in un primo tempo firmato, sono usciti dall’Aula quando il presidente del Consiglio ha messo in votazione il documento di Iorio e Romagnuolo che chiedeva di puntare sul centro Covid a Larino e di rimuovere i vertici Asrem che invece fin qui l’hanno bocciato. È finita con 8 voti contro, 2 a favore (Iorio e Romagnuolo appunto) e 1 astenuto: il capo dell’Assemblea legislativa Micone.
Qualche ora dopo, quando il capogruppo dei 5s Greco ha chiesto di anticipare la discussione sulla mozione pentastellata che puntava allo stesso modo alla revoca del dg Asrem sono stati Iorio e Romagnuolo a non partecipare al voto.
«Nel centrodestra è in atto una lotta tra le anime di Fratelli d’Italia, roba da vecchia, logora politica, ma l’emendamento Iorio era anche pericoloso perché rischiava di tenere il Molise privo di una struttura Covid dedicata. Infatti, da una parte sosteneva ancora il Vietri, progetto che lo scorso anno abbiamo proposto ma che ora è diventato irrealizzabile proprio per l’incompetenza di tutta la governance sanitaria, Toma compreso. Dall’altra, lo stesso emendamento chiedeva di sospendere i lavori alla Torre Covid nonostante un appalto già assegnato, quindi mettendo a rischio la realizzazione di un centro antivirus sia a Larino sia a Campobasso», hanno spiegato a margine della seduta i 5s.
«Non andiamo in soccorso della maggioranza. Da un anno sosteniamo il fallimento della linea di condotta sulla sanità da parte della filiera del centrodestra, Toma e Florenzano cioè, e abbiamo i nostri atti per affermarlo. Per questo abbiamo deciso – così la capogruppo dem Micaela Fanelli – di non togliere le castagne dal fuoco al centrodestra».
Ma l’ex presidente Michele Iorio non ci sta: «Il problema non è né di maggioranza né di opposizione, ma di chi crede in una soluzione che, se realizzata, avrebbe già evitato una serie di altre conseguenze la cui responsabilità risiede esattamente in coloro che si sono opposti a questa soluzione. Lottare per un centro Covid regionale al Vietri di Larino non è un questione di schieramento politico ma una battaglia di civiltà sanitaria che nessun allontanamento dall’Aula o voto contrario potrà mai nascondere».
Rimodulata, perché il primo punto del suo dispositivo è caduto per ‘cessata materia del contendere’ (si chiedeva la revoca di Giustini da commissario sostituito nel frattempo dal governo nazionale), è stata approvata con 11 voti a favore e due contrari la mozione che vede come primo firmatario l’assessore Vincenzo Niro e impegna il governatore Toma a «porre in essere ogni azione utile ad accertare eventuali ulteriori responsabilità apicali in merito alla difficile situazione sanitaria i cui versa la regione; intraprendere azioni intese a difendere i diritti costituzionali in tema di tutela della salute, il cui riconoscimento spetta anche ai cittadini del Molise» e a comunicare l’atto a Palazzo Chigi, al Mef, al ministero della Salute e a quello degli Affari regionali.
Iorio e Romagnuolo hanno votato no. «La maggioranza dice che c’è necessità di fare indagini sul disastro sanitario avvenuto, io dico che il disastro sanitario è avvenuto proprio perché non si è riorganizzata la rete ospedaliera prevedendo un ospedale Covid a Larino», ha ribadito ancora Iorio. Rianimazione del Cardarelli off limits per i no Covid e lavori all’ex hospice che ancora non partono, ha aggiunto, sono fra le conseguenze di questa scelta.
In Aula, prima del voto sulla mozione, uno scambio acceso fra Iorio e Toma, che ha ricordato come in Molise il presidente della giunta né il Consiglio può decidere se aprire un ospedale e dove. «Può farlo solo il commissario ad acta», ha ribadito ancora una volta. «Nei miei confronti una polemica che rasenta la vergogna, minacciando la sfiducia addirittura se non rimuove i vertici Asrem e se non riprende il progetto Vietri Covid. Arrivano gli ispettori del Ministero e scrivono che Larino non era idoneo. A questo punto – ha concluso – basta. Perché se si persevera ci sono altri motivi». Il suo sì alla mozione Niro ha anche detto, perché il documento non promuove un’indagine ma vuole «tranquillizzare l’Aula che noi non siamo con le mani in mano e che se ci sono responsabilità da accertare noi forniremo elementi a chi deve accertarli».
L’Assise ha approvato all’unanimità, infine, una mozione sulla concessione di sovvenzioni a fondo perduto riservate a imprese molisane danneggiate dalle nuove restrizioni imposte dalla zona rossa firmata dal 5s Fontana e da diversi capigruppo di maggioranza e minoranza. Il documento impegna Toma a reperire le risorse necessarie per una misura urgente e a predisporre un bando in tempi celeri indirizzando i fondi in via prioritaria alle imprese che nel bimestre febbraio/marzo 2021 hanno registrato una percentuale maggiore di calo di fatturato, che hanno ricevuto meno contributi a fondo perduto, a qualunque titolo a compensazione dei minori incassi conseguiti e che sostengono costi di affitto per i locali commerciali o le botteghe artigiane in cui svolgono l’attività d’impresa.

foto: quotidianomolise.com

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