«Ho presentato la proposta di legge sulla coltivazione e commercio del tartufo per garantire una maggiore valorizzazione e tutela delle risorse tartufigene molisane, sono fiero dell’impegno svolto per questa materia e auspico una celere discussione e approvazione del ddl».
L’ha presentata nella sede della Provincia di Isernia qualche settimana fa, ora il presidente Vincenzo Cotugno torna sull’iniziativa legislativa in materia di tartufi.
Lo ha dimostrato il dibattito vivace di questi giorni: l’argomento è particolarmente sentito, la riforma era attesa da tempo.
«Ho provveduto a depositare alcuni giorni fa in Commissione la proposta di legge, adesso attendiamo la sua calendarizzazione per aprire la discussione in merito», prosegue il capo di Palazzo D’Aimmo. «Certamente occorre una grande prudenza e attenzione verso un settore così importante della nostra terra, ma era importante riformare una legge vecchia di 12 anni per valorizzare la qualità e l’unicità del tartufo molisano. Occorre agire su diversi fronti, preservando e tutelando le aree destinate alla coltivazione per evitare il rischio che il tartufo si esaurisca, garantendo nel contempo una disciplina precisa e puntuale che tuteli anche gli stessi raccoglitori».
Cotugno, nel ribadire che la sua proposta di legge è stata sollecitata e condivisa da enti locali, Corpo Forestale, l’associazione nazionale “Città del Tartufo” e amanti del settore, ribadisce la disponibilità a sentire tutti con un confronto sereno e costruttivo, volto ad integrare eventualmente il testo che in sede di Commissione sarà possibile, anche tramite le audizioni, contribuire a migliorare con ogni tipo di suggerimento. Poi spetterà all’Assemblea legislativa il compito di discutere e approvare l’intera proposta di legge.
«Il tartufo è una delle risorse più importanti per lo sviluppo dell’indotto turistico ed enogastronomico che la nostra regione possiede – ancora le parole di Cotugno – abbiamo messo al centro degli interessi la certificazione di un prodotto di filiera molisano, che si renda tracciabile e permetta maggiori azioni di promozione regionali ed extraregionali, quali fiere e mercati di settore. Occorre tutelare chi coltiva, chi raccoglie, chi commercia ma anche chi consuma. Ecco perché il tartufo “made in Molise” avrà lo scopo di garantire la tracciabilità del prodotto, puntando ad incrementare un fatturato stimato dai 30 ai 50 milioni di euro l’anno, con ricadute positive per tutti gli operatori del settore. Lo spirito con il quale è stata redatta la proposta di legge – conclude il presidente dell’Assise di via IV Novembre – volge unicamente a tutelare il nostro “oro nero” che è l’unico interesse da far prevalere in Consiglio regionale».

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.