L’incontro convocato dall’Asrem in zona Cesarini e le proposte messe sul tavolo dalla direzione strategica per i precari hanno raggiunto il risultato: i sindacati del comparto hanno sospeso lo sciopero proclamato per la giornata di oggi. Sarebbe stata un’astensione dal lavoro di 24 ore e presumibilmente massiccia perché indetta da tante sigle (quelle che hanno firmato il contratto collettivo nazionale): Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Nursind e Nursingup.
Il 31 dicembre scorso sono scaduti i contratti di quasi 300 unità (fra infermieri, Oss e tecnici di radiologia e laboratorio) che erano stati assunti a tempo determinato. Anche chi sarà richiamato deve nel frattempo osservare 20 giorni di stop, per questo gli ospedali sono in grande affanno. Comunque, il dg Florenzano ha spiegato che 10 infermieri saranno assunti per un anno per i progetti Fortore e Matese (infermieri di comunità), 85 invece per sei mesi e altri 30 per le sostituzioni di lunghe malattie e gravidanze. In questo modo la graduatoria a tempo determinato per quel profilo viene soddisfatta. Nulla da fare per gli operatori sociosanitari: il concorso a tempo indeterminato nel loro caso è andato fin troppo breve, la graduatoria a cui l’azienda può attingere è assai lunga e al momento risultano assunti già in circa 200.
È complessivamente, ha detto Florenzano, «il massimo sforzo che può fare l’azienda».
C’è poi la partita della stabilizzazione, ma prima deve essere approvata l’integrazione al piano assunzionale. «Nelle more della verifica di fattibilità delle proposte della dirigenza generale Asrem», hanno fatto sapere ieri sera i segretari dei sindacati hanno comunicato la sospensione dello sciopero.
Sulla stabilizzazione è intervenuto, ieri, il segretario regionale di Ugl Salute Giovanni Colacci. «La legge di Bilancio del governo Meloni è stata approvata nei giorni scorsi in Parlamento. Al suo interno è presente un emendamento che fornisce l’opportunità di stabilizzazione dei così detti precari Covid, che si sono rimboccati le maniche e sono stati in prima linea nel periodo dell’emergenza, prorogando i termini di raggiungimento dei requisiti previsti al 31 dicembre 2023 – ha sottolineato – Gli ospedali molisani hanno bisogno di professionisti già formati che abbiano acquisto sul campo la dovuta esperienza. Siamo convinti che il dg Florenzano saprà cogliere questa opportunità per far fronte alle evidenti carenze che stanno creando problemi sempre maggiori ai cittadini del Molise».

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