Gli accordi di confine strada obbligata per garantire il diritto alla salute ad una popolazione che vive a cavallo tra Molise e Abruzzo.
Se n’è parlato per anni, sembrava cosa fatta quando a Palazzo Vitale c’era Paolo Frattura, poi però tutto è rimasto chiuso nei casetti. Quattro anni fa, intanto al governo c’era Donato Toma, l’ex titolare della sanità regionale abruzzese, oggi candidato presidente in pectore del centrosinistra alle prossime elezioni, addossò il fallimento dell’operazione interamente al Molise.
«Gli accordi di confine erano stati definiti – disse Silvio Paolucci che oggi siede tra gli scranni dell’opposizione – ma poi sono stati bloccati dalla politica molisana, ma non conosco i motivi. Insomma – stando alla ricostruzione dei Paolucci che disse di avere anche la delibera pronta – i ragionamenti tra il governo dell’allora presidente D’Alfonso e la giunta Frattura erano già in uno stato avanzato, ma poi qualcosa s’inceppò per colpa ‘nostra’. Ora ci riprova il governo presieduto da Francesco Roberti a far ripartire l’accordo.
È notizia di ieri infatti che il commissario Bonamico e il sub Di Giacomo, accompagnati dalla dg Salute Lolita Gallo, hanno incontrato a Pescara l’assessore alle Politiche della Salute della Regione Abruzzo Nicoletta Verì e la sua struttura. Tema del summit proprio gli accordi di confine in sanità da inserire nel Piano delle reti tempo-dipendenti ma non solo. In agenda c’è già un nuovo incontro, che si terrà nei prossimi giorni, per la revisione e il rinnovo della convenzione per l’ elisoccorso e per una proposta di accordo che riguardi non solo le prestazioni ad alta complessità come l’Emodinamica, ma anche discipline che al momento sono causa di mobilità passiva per entrambe le regioni. La proposta, su richiesta di entrambe le parti, coinvolgerà per il Molise i tre presidi ospedalieri di Termoli, Isernia e Agnone, e per l’Abruzzo gli ospedali di confine.

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