Il dream team del “cuore” dal 3 ottobre è all’opera al Responsible Research Hospital. Due interventi al giorno, ma ieri erano già tre, che posizionano il centro fra i medio-grandi in Italia per la cardiochirurgia. In scia con il suo passato, nella prospettiva del futuro che il presidente Petracca aveva in mente già due anni fa quando ne acquistò le quote dal Policlinico Gemelli.
L’ambizione del prof Severino Iesu, neo direttore del dipartimento di scienze cardiovascolari, è che il Responsible diventi un riferimento nazionale e internazionale: coma la Mayo Clinic del Minnesota o il centro cardiologico Monzino di Milano.
Con lui, da Salerno, è arrivata la squadra: Generoso Mastrogiovanni, Paolo Masiello e Francesco Cafarelli.
Erano loro, con Iesu, il dream team del Ruggi d’Aragona: risultati eccellenti e primati mondiali per interventi assai rischiosi (con tasso di mortalità tanto basso da essere considerato quasi ineluttabile). Fino a quando il presidente allora commissario della sanità campana De Luca decise di sdoppiare l’unità operativa di cardiochirurgia – interventistica a Iesu, d’elezione a Coscioni che di De Luca è stato consigliere – e il clima si avvelenò. Non c’erano più le condizioni per continuare a fare bene (ottimamente) e crescere ancora. Ma pure quando tutto era già stravolto alla Torre cardiologica del Ruggi, maggio 2022, arrivò l’ennesima consacrazione internazionale per il reparto. A Boston, all’Aortic Symposium, Joseph Bavaria – autorità mondiale della chirurgia aortica – evidenziò nel suo intervento i risultati, da lui definiti eccellenti e migliorativi di quelli storici, raggiunti dal professor Iesu e dalla sua equipe nella tecnica Frozen Elephant Trunk.
«È un onore – ha detto ieri mattina Petracca presentando il nuovo capo dipartimento alla stampa – poter avere nella nostra struttura ed è un segnale forte per tutto il territorio nel solco del nostro intento di investire qui. Convincere un professionista del suo livello a sposare un progetto e a spendersi in Molise credo sia motivo di orgoglio per tutta questa terra».
Il primo step di un rilancio importante, ha confermato il presidente di Responsible, in un clima di rapporti completamente cambiato con struttura commissariale e Regione. Dalla “guerra” sulla radioterapia, poi chiusa dal Tar, alla riattivazione della camera iperbarica di Larino con gli anestesisti dell’ex Gemelli. «È sotto gli occhi di tutti la carenza di medici che c’è, credo che collaborare con il sistema pubblico sia la normalità», la chiosa di Petracca.
Numeri, ma anche filosofia nel debutto di Iesu in Molise. Trentamila interventi cardiochirurgici, 750 di chirurgia coronarica nel biennio 2015-2016 con una mortalità dello 0,2%. «Siamo depositari della chirurgia coronarica a cuore battente, seimila interventi». La sua è tra le poche equipe a eseguire la tecnica “Commando”, il nome stesso che le è stato dato rende l’idea della complessità: in caso di gravi endocarditi consente di rimuovere tessuti infetti e sostituire le valvole con protesi ricostruendo la zona del cuore danneggiata. «Vogliamo riprodurre qui e, se possibile, migliorare quello che abbiamo realizzato in tanti anni», ha detto ieri il professore. «D’altro canto non veniamo nel deserto», ha aggiunto sottolineando la qualità elevatissima della logistica dell’ospedale, ottimale per risultati eccellenti anche in termini di sicurezza degli interventi, oltre al valore e alla competenza di cardiochirurghi che hanno operato o tuttora operano all’ex Gemelli e degli altri specialisti (cardiologi, emodinamisti, anestesisti). «Abbiamo una visione che non perimetra le nostre scarpe».
Da Eraclito (il cambiamento), Aldo Moro (dai doveri nascono i diritti) ed Einaudi (l’etica del lavoro, non solo per il guadagno ma anche per vedere crescere la propria azienda) le citazioni del suo intervento nella sala Crucitti. «Al centro del nostro universo c’è il paziente. Immagino un cerchio alla cui periferia ci sono i singoli professionisti, ognuno disposto a mettere da parte i propri interessi per quelli del paziente». Il suo obiettivo di fondo, ha concluso, è realizzare quel cerchio. «Lasciare un sistema che possa fare a meno di me».

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