La decisione era nell’aria da qualche settimana. La carenza di medici nel servizio 18 è rimasta oltre il livello di guardia e dal 1 maggio dalle 20 alle 8 la postazione di Venafro sarà in assetto India: con l’autista di ambulanza e il soccorritore ci sarà solo l’infermiere. La sede di Agnone tornerà, invece, nello stesso orario “medicalizzata”.
La rotazione è stata scelta dall’azienda sanitaria, sottolineano da via Petrella, per rispondere alle esigenze della popolazione, tenuto conto anche della orografia del territorio e soprattutto della grave carenza di medici della emergenza-urgenza, che sta interessando tutto il Paese e non solo il Molise.
«Gli sforzi che stiamo compiendo per reperire professionisti non bastano – ha ribadito il direttore generale dell’Asrem Giovanni Di Santo – Stiamo, quindi, procedendo con una pianificazione che sia quanto più rispondente alla necessità di garantire certezza delle cure e assistenza ai molisani. Di recente – ha aggiunto il direttote – abbiamo incontrato la comunità di Agnone, spiegando quali fossero le nostre difficoltà nel reclutare medici, nonostante i continui avvisi e concorsi a tempo indeterminato banditi dall’Azienda, tenuto, inoltre, conto dei dettami normativi che spingono ad una sanità di prossimità innovativa e tecnologica. Non sono poi mancati i confronti con il sindaco di Agnone Daniele Saia, con cui sono state condivise le criticità del sistema e con il quale si è scelto di percorrere, in piena sinergia, strade comuni. Una rotazione, quindi, nella medicalizzazione della postazione 118, tra Venafro ed Agnone. Questo considerato che, a fronte della demedicalizzazione, Venafro può contare sulla vicinanza del presidio ospedaliero di Isernia, mentre Agnone sulla presenza della guardia medica. Tutte azioni che rientrano nelle more di una più ampia riorganizzazione del servizio portata avanti in sintonia con struttura commissariale e direzione generale Salute della Regione Molise».
Per il primo cittadino di Agnone Saia «Agnone non ha vinto, Venafro non ha perso. Perché questa non deve trasformarsi in una guerra tra poveri, bensì in un impegno collettivo per trovare soluzione al vero male della sanità molisana: la carenza di personale». Saia ha poi lanciato una stoccata al capogruppo dei 5s Andrea Greco, che aveva chiesto agli amministratori dell’alto Molise di proporre ricordo al Tar contro la demedicalizzazione della sede del 118. «La vera politica è fatta di dialogo, non di denunce e ricorsi. Proprio grazie al dialogo, il 1° maggio ad Agnone qualcosa cambierà. Ma non può essere questa la soluzione definitiva e, a tal proposito, esprimo la mia vicinanza a tutti i cittadini di Venafro. Per arrivare a una risposta finale che soddisfi davvero tutte le comunità molisane bisogna continuare a lavorare in sinergia, lo faremo insieme alla Conferenza dei Sindaci – ha concluso Saia (che della Conferenza è presidente, ndr) – che riunisce tutti e 136 i primi cittadini molisani».

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