Medico cardiologo, generale ora in congedo della Guardia di Finanza di cui ha guidato la Direzione sanità, originario di Pereto in provincia dell’Aquila: Angelo Giustini, 65 anni, è il nuovo commissario della sanità molisana.
Il governo Conte lo ha nominato ieri sera nel corso della seduta del Consiglio dei ministri in cui ha ascoltato anche il governatore Donato Toma, che ha ribadito la sua posizione: politicamente inopportuna la scelta di un commissario diverso dal presidente della Regione e, a suo parere, allo stato attuale non è giuridicamente praticabile. Il Cdm ne ha preso atto ma ha adottato la delibera di nomina. Un abbraccio fra Toma e Giulia Grillo ha siglato la tregua fra i due.
Angelo Giustini è stato indicato dalla Lega. Il sub commissario è Ida Grossi, 64 anni, di Casale Monferrato, direttore generale dell’Asl di Asti fino a giugno scorso, è invece il nome espresso dal Movimento 5 Stelle. In Calabria, commissario è il generale dei Carabinieri Saverio Cotticelli, subcommissario è Thomas Schael.
L’ufficialità in un post su Facebook della titolare della Salute, che ha fatto anche un passo indietro rispetto alla frase shock di qualche giorno fa (Molise uguale a Calabria e Campania per i problemi giudiziari): «Nomine cruciali per questi territori, che hanno non solo difficoltà di bilancio, ma soprattutto che non riescono a dare ai cittadini il livello di servizi sanitari che la legge richiede. Sono realtà diverse, non posso sovrapporre – così Grillo – le due situazioni, tuttavia, per i cittadini il risultato non cambia: hanno diritto a una sanità migliore e a servizi efficienti. Mi hanno fatto qualche critica per aver enfatizzato il bisogno di legalità quale presupposto della scelta dei nomi. I commissari ad acta sono figure di garanzia, che incarnano i valori della competenza, onestà e trasparenza, da sempre miei cavalli di battaglia. Sono sicura che porteranno buoni risultati. Per gli incarichi di subcommissari ho scelto personalità di chiara fama e competenza nella gestione della sanità pubblica. Le personalità designate stasera dal Cdm hanno tutti i requisiti per fare un buon lavoro, vi assicuro che lavoreremo a stretto contatto e tra sei mesi valuteremo i risultati».
Il presidente Toma al neo commissario dice solo: «Buon lavoro!». La norma sull’incompatibilità deve essere ancora approvata dalla Camera e non è un segreto che le Regioni, Molise e Campania in testa, la contestano dal punto di vista costituzionale. Probabilmente preparandosi a un ricorso. Contro la legge che sta per essere varata o contro la delibera del Cdm in questo caso: ieri Toma ha messo nero su bianco il suo no, il resto è in fase di valutazione.
Nell’individuazione dei nomi, inoltre, in questi giorni era montata la polemica interna ai 5 Stelle per il sospetto che la scelta potesse ricadere su figure gradite agli erogatori convenzionati molisani, in particolare alla Cattolica per via del fatto che il capo di gabinetto della ministra Carpani è membro del Cda del Toniolo. Insomma, c’è una parte del Movimento che non si unisce al coro degli entusiasti e aspetta ‘al varco’ dei fatti Grillo e il commissario da lei ha designato.
Il deputato Antonio Federico, invece, approva e ‘valida’ la scelta: «Giustini è laureato in medicina e chirurgia, con due specializzazioni e coordinatore del servizio sanitario degli istituti di istruzione della Gdf. Grossi ha avuto ruoli di dirigenza ad Asti, Caltanissetta e Catania. Ora è il momento dei fatti. Buon lavoro a entrambi che ce n’è tanto da fare!».
Non così il senatore Luigi Di Marzio: «Con rammarico non posso che prendere atto di una divaricazione dalle questioni di principio, da quelli che sarebbero valori fondanti della sanità. Attendo pazientemente di vedere i primi passi», conclude la sua valutazione ponderata ma critica.
A Palazzo Vitale, dunque, arriva un generale delle Fiamme Gialle. E insieme a lui una donna al posto di Gerardo Di Martino. Otto mesi di vuoto. Lavoro da fare, davvero, ce n’è tanto.
rita iacobucci

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