Le condizioni di Angela per uscire a riveder le stelle? Conti a posto da tre anni e senza aiutini, prendere almeno sei nell’erogazione di tutti i servizi sanitari, arrivare alle riunioni con tutti i compiti fatti e spuntati, rispettare qualsiasi altra indicazione da Roma ritengano opportuna. Infine, abolire la povertà o realizzare la pace nel mondo: a piacere.
Angela non è la Merkel. Bensì Angela (Stefania Lorella) Adduce: nata a Pomarico in provincia di Matera 53 anni fa, una carriera iniziata al ministero della Salute e oggi potentissimo dirigente generale del Mef che ha ereditato da Francesco Massicci il coordinamento del tavolo per la verifica degli adempimenti regionali.
Il 20 novembre nella sede del dicastero guidato da Roberto Speranza un briefing tecnico sull’ultimo nodo che resta da sciogliere per il varo del nuovo Patto per la Salute: la revisione delle norme per piani di rientro e commissariamenti. Lo stesso giorno in cui il governatore del Molise Toma aveva in agenda l’incontro chiarificatore a Lungotevere Ripa con il commissario Giustini davanti allo staff del ministro. L’incastro di agende, si racconta, ha facilitato l’incontro di Toma con la dottoressa Adduce. Una cordiale stretta di mano, era la vigilia del tavolo tecnico, magari un «non ci tratti troppo male»… Raccomandazione andata a vuoto, visto l’esito.
La bozza di Patto per la Salute prevede il superamento del commissariamento delle Regioni in disavanzo per la sanità per un più umano affiancamento. Il Mef è contrario e nel vertice di mercoledì ha portato una sua controproposta. Il testo, riporta quotidiano sanità, intanto introduce un piano di potenziamento dei Lea per quelle Regioni che non raggiungano la soglia minima di erogazione del 60% col Nuovo sistema di garanzia che andrà in vigore dal 2020.
Per sancire la fine del commissariamento, inoltre, i tecnici dell’Economia propongono questi requisiti: minimo 3 anni di equilibrio economico senza utilizzo di manovra fiscale aggiuntiva a preventivo e a consuntivo a garanzia del risanamento strutturale; azzeramento della necessità di utilizzo a preventivo della manovra fiscale regionale per l’equilibrio del servizio sanitario regionale; nelle more dell’entrata in vigore del Nuovo sistema di garanzia Lea e fino al 2020, punteggio maggiore di 160 nell’anno precedente all’anno di verifica; a seguito dell’entrata in vigore del Nsg, a partire dall’anno 2021, il rispetto della soglia minima di sufficienza (60%) stabilita per gli indicatori “core” per i tre livelli di assistenza (prevenzione, ospedaliera e distrettuale) nell’anno precedente alla verifica ovvero il rispetto della soglia minima di sufficienza (60%) per gli indicatori “core” del Nsg in due livelli di assistenza nel biennio precedente all’anno di verifica; rispetto pieno di tutti i punti del mandato commissariale; rispetto pieno di tutti gli obiettivi del piano di rientro/programma operativo; risoluzione di tutte le inadempienze pregresse; rispetto regolare degli adempimenti in corso di verifica; rispetto di eventuali ulteriori indicazioni impartite dai tavoli di monitoraggio.
La pace nel mondo, appunto, o l’abolizione della povertà. Evidente che con queste modifiche il Molise non uscirebbe – come invece Dante nell’ultimo canto dell’Inferno .- a rivedere le stelle probabilmente in questo secolo…
La prossima settimana si riunirà il tavolo politico. I ministri Gualtieri e Speranza proveranno a sciogliere il nodo con il coordinatore dei governatori Bonaccini.
Convincere Angela a mollare la presa sui conti delle Regioni? Impresa che sembra impossibile. Ha uno scudo formidabile, la dg venuta da Matera: l’equilibrio di bilancio sancito dalla Costituzione. Il motivo per cui, da anni, fra Salute ed Economia in sanità comanda il Mef.
ritai

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