Il basso Molise è una polveriera ormai in fiamme. Sgomento, dolore, paura: sono i sentimenti di chiunque abbia saputo della morte, ieri, di un 38enne nell’area grigia del pronto soccorso del San Timoteo, arrivato in ospedale in condizioni critiche e senza patologie pregresse pare. Che sia una maggiore aggressività del virus o il default del servizio sanitario regionale che non è riuscito a curarlo prima e meglio, il panico è giustificato.
Nel giorno più nero per il Molise, quello in cui si scopre Codogno un anno dopo, arriva da Roma la notizia – rilanciata in regione per primo dall’ex presidente della Regione Michele Iorio con un post su Facebook – dell’ok del ministero della Salute all’apertura al Vietri di attività assistenziali per pazienti Covid, come specifica il decreto firmato dal commissario Giustini (solo da lui e non dalla sub commissaria né da nessun funzionario o dirigente della dg Salute della Regione), in terapia sub intensiva o di minore complessità per i paucisintomatici.
L’ex ospedale di Larino risale un gradino, ma – prevede sempre il decreto di Giustini – per adesso per due mesi (prorogabili) e solo per i pazienti Covid al massimo in sub intensiva.
L’incontro con il capo di gabinetto del ministro, Zaccardi, e col dg Programmazione sanitaria Urbani stavolta è andato bene per il generale. Alla riunione anche la sub Grossi, che aveva mostrato perplessità e quindi non si era detta favorevole alla soluzione Vietri. Il dicastero ha dato delle prescrizioni, in buona sostanza di non toccare i servizi (la rsa) che sono erogati oggi nella struttura e di garantire che siano effettuati, insieme all’assistenza Covid, in sicurezza. Quindi, la rsa resta e i percorsi e gli ingressi devono essere ben definiti e separati. Non è difficile, vista la struttura della casa della salute.
Giustini, col decreto di mercoledì, non ha accettato la proposta Neuromed di Salcito. Ha detto sì invece alla seconda offerta dell’Irccs di Pozzilli: macchinari e attrezzature gratis per sei mesi e personale che sarà pagato dall’Asrem e che però l’Asrem dovrà integrare. All’azienda sanitaria, il commissario affida la gestione dell’operazione e indica 24-36 ore dalla notifica del documento il tempo massimo, rispondendo ad almeno tre richieste degli ultimi giorni in cui i vertici di via Petrella avevano di fatto alzato bandiera bianca dichiarando, fra le altre cose, «l’impossibilità di rispondere con le proprie strutture e risorse a questo nuovo picco epidemico».
Soddisfatto, naturalmente, Iorio che in Consiglio ha presentato più volte documenti che andavano in questa direzione (e che sono stati approvati): «È il primo passo verso una gestione più ordinata della rete ospedaliera regionale. questa è certamente la vittoria dei molisani».
Il segretario regionale del Pd Facciolla aggiunge: «Ora l’imperativo è correre perché per contrastare adeguatamente la pandemia non si può perdere neanche un secondo».

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