La forte carenza infrastrutturale e le significative problematiche inerenti la viabilità e i collegamenti da e verso la nostra regione rappresentano, di fatto, alcune delle più grandi criticità del Molise. Negli ultimi anni il territorio continua a registrare disservizi, opere incompiute, disagi legati alla rete ferroviaria e assenza di collegamenti strategici.
Aspetti problematici che influiscono anche su altri ambiti della vita della nostra regione, dalla crescita economica e imprenditoriale al rischio spopolamento.
Segretario negli ultimi quattro anni sono state tante le proposte avanzate dal sindacato per migliorare i collegamenti e le condizioni della rete stradale del territorio. Una delle ultime riguarda il passaggio della viabilità delle strade provinciali ad Anas.
«Esattamente. Si tratta di un passaggio fondamentale per lo sviluppo della viabilità molisana. Ormai le risorse economiche provinciali stanno venendo sempre meno determinando un forte ridimensionamento delle attività manutentive. L’assenza di interventi di questo genere, in una regione che registra un significativo dissesto idrogeologico, comporta una vera e propria cancellazione della viabilità e di conseguenza una ulteriore riduzione dei collegamenti che si traducono in perdite importanti in termini di posti di lavoro e spopolamento delle aree interne, soprattutto quelle più svantaggiate».
Una proposta avanzata al Ministero che però nel corso dell’ultimo incontro ha lasciato un po’ l’amaro in bocca.
«Purtroppo sì. La nostra proposta arriva dal lontano 2015. Nel 2018 è stata poi recepita con un DPCM che ha decretato una serie di riorganizzazioni della viabilità nazionale. Quell’anno furono accordati ad Anas circa 149 chilometri di strade su una proposta molto più ampia. Ma oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Pensiamo, ad esempio, al miglioramento della Fossaltina, soprattutto in termini di standard di sicurezza con interventi su barriere, pavimentazione, segnaletica e sistemazione del corpo stradale.
Dobbiamo, dunque, continuare su questa linea. La proposta presentata nell’ultimo incontro riguardava 300 chilometri di viabilità, sia nella provincia di Campobasso, sia in quella di Isernia specialmente nell’area altomolisana.
Oggi, però, è bloccata al Ministero. Nel corso dell’incontro del 28 febbraio scorso tra Regione, Anas e Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, infatti, è emerso che solo 100 chilometri potrebbero essere trasferiti ad Anas con il prossimo DPCM . L’assessore al ramo all’epoca assicurò, a mezzo stampa, che la proposta avrebbe riguardato addirittura più di 300 chilometri. E invece, ad oggi, siamo ancora in attesa di risposte concrete».
Una delle grandi opere incompiute è il terzo lotto della Fresilia, bretella ‘strategica’ che aiuterebbe a far uscire i paesi delle aree interne dall’isolamento. Progetto finanziato dal Fondo sviluppo e coesione che oggi rischia di veder ‘dirottati’ gli oltre 40 milioni di euro ottenuti su altri interventi.
«La Regione ha insistito per anni per creare uno sbocco per le aree interne e l’alto Molise e solo ora si rende conto che questi 42 milioni non possono essere utilizzati a causa di un vincolo ambientale e paesaggistico. Ora rischiamo di assistere ad una dispersione a pioggia di questi preziosi finanziamenti».
Un’altra ‘battaglia’ che Battaglia e la Uilpa Anas hanno portato avanti riguarda l’accorpamento della sede molisana dell’Anas con quella abruzzese.
«Esatto. Nel 2017 è stata costituita una macroarea che incorporava Puglia, Abruzzo e Molise. Nel 2019 l’Anas ha pensato bene di ritornare ai compartimenti eliminando dunque le macroaree. Però, stranamente e senza alcuna motivazione, il nostro compartimento è stato accorpato all’Abruzzo.
Decisione discutibile se pensiamo che la Liguria, che ha meno chilometri di strada, ha una struttura autonoma mentre in Molise, regione che ha una situazione delicata e per nulla trascurabile sulla viabilità, è rimasta una struttura accorpata.
Inoltre i collegamenti esterni e interni al Molise riguardano esclusivamente le strade statali. Abbiamo, infatti, solo 30 chilometri di autostrada A14. Per questo la presenza di Anas in Molise è importante, perché non abbiamo altri collegamenti. Anche la situazione ferroviaria è disastrosa. Quindi rimarrebbe solo la viabilità statale per lo spostamento di merci e di persone.
L’accorpamento all’Abruzzo, inoltre, ha svuotato anche il compartimento stesso e alcune funzioni tecniche e amministrative determinando il rischio di un ridimensionamento degli uffici e, di conseguenza, dei posti di lavoro.
A tal proposito il 6 maggio del 2019 abbiamo realizzato una protesta in Consiglio regionale. La giornata si concluse con l’approvazione di un ordine del giorno che prevedeva l’impegno da parte del presidente Toma a trovare una soluzione a questa situazione problematica. E sappiamo tutti com’è andata a finire visto che, ad oggi, nulla è cambiato».
La Termoli-San Vittore si farà. Il ministro Carfagna ha annunciato di aver inserito l’opera nel piano di investimento sull’infrastrutturazione viaria del Centro-Sud. Ennesimo annuncio strategico in vista delle elezioni o reale possibilità di crescita per il Molise?
«Per noi si tratta di un annuncio che ‘profuma’ di campagna elettorale. Serve una pianificazione della rete stradale molisana. Se non si mettono insieme parti sociali, associazioni datoriali, Regione, Anas e sindacati non riusciremo più a trovare una via d’uscita a questo problema ma si tenderà solo a generare ulteriore confusione. Vedi la Fresilia…».
Una delle priorità per il sindacato riguarda la sicurezza del personale su strada.
«Assolutamente. La sicurezza dei lavoratori resta la nostra priorità. A tal proposito la Uil ha lanciato anche la campagna “zero morti sul lavoro”. Riteniamo che una riflessione sia necessaria anche sul codice degli appalti perché, come ben sappiamo, quando si tende a guardare ai profitti i rischi sulla sicurezza spesso aumentano».
Quali saranno dunque i prossimi obiettivi della Uilpa Anas?
«Oltre alla sicurezza, punteremo a garantire lo svolgimento della manutenzione della rete stradale in house e la stabilizzazione degli operatori stagionali precari con il rinnovo dei contratti».
A margine delle considerazioni sulle condizioni delle strade molisane, quanto pesano le problematiche relative alla viabilità e ai collegamenti rispetto al rischio di spopolamento delle aree interne?
«Mi duole dirlo ma siamo quasi ad un punto di non ritorno. Se non si mettono immediatamente in campo azioni congiunte con la costituzione di un tavolo permanente, se non si interviene con una pianificazione ben strutturata e non si suona la sveglia ai nostri politici, soprattutto alla nutrita componente di rappresentanti parlamentari che ad oggi non ha portato alcun risultato, il nostro territorio è destinato a sgretolarsi e a risentirne sarà l’intero tessuto sociale, economico e imprenditoriale del Molise».
Serena Lastoria

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