Tra un mese e mezzo sarà già sul campo per le prime sedute di lavoro del ritiro pre-campionato. Fabio Prosperi è entusiasta e carico di tuffarsi nell’avventura alla guida dei Lupi. Salvato il Vastogirardi dopo i playout, ha abbracciato i rossoblù che l’avevano bloccato da diverse settimane. Proprio venerdì scorso ha sottoscritto un preliminare che si trasformerà in contratto vero e proprio il 1 luglio, quando a tutti gli effetti diventerà un tesserato del Campobasso. Nel frattempo, scattate le fotografie di rito con la sciarpa e soprattutto in compagnia del patron Gesuè, dell’ad De Francesco e del direttore sportivo De Angelis, ha rilasciato anche le prime dichiarazioni, salutando la città. Per la presentazione ufficiale bisognerà attendere, come si accennava, i primi di luglio, quando sarà convocata una conferenza stampa.
«Allenare il Campobasso in serie C è un onore – ha esordito il trainer di Pescara –. Questa è una realtà importante, la massima espressione del calcio molisano e che vanta nobili trascorsi nel calcio italiano. Certamente una realtà che dà tante responsabilità». Prosperi ha incrociato il Lupo nella stagione 2020/2021, quella che ha regalato la promozione in Lega Pro: «Ricordo la squadra che affrontai due stagioni fa a Vastogirardi, una squadra ben allenata e che era destinata a vincere il campionato. Molti giocatori ci sono ancora e sarò felice di conoscerli, insieme agli altri, da vicino». Per lui non sarà la prima volta in C ma è come se lo fosse, visto che a Taranto diciamo pure che si è fatto le ossa ma subì un esonero dopo diciassette giornate: «Da allenatore ho conosciuto la categoria a Taranto. Quell’esperienza, intrapresa a campionato in corso, la considero come un importante passaggio formativo. Considero, invece, questo con il Campobasso il mio vero esordio da tecnico nei professionisti». L’ultimo messaggio è per i tifosi, che il mister stima molto: «Mi aspetto di trovare una tifoseria appassionata e numerosa. So bene che qui la gente segue la squadra in maniera viscerale. È normale e giusto che sia così in un contesto importante come Campobasso».

(foto Silla)

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