Un giovedì olimpico. È quello che ha vissuto il capoluogo di regione con la presenza in città di Marcel Jacobs. Lo sprinter vincitore dei 100 metri a Tokyo, e testimonial ‘La Molisana’, è stato ospite presso il pastificio di cui è volto ed ha avuto modo per vedere da vicino le linee di produzione del prodotto. Nella sua visita, peraltro, anche un intermezzo cestistico perché lo stesso sprinter si è recato presso l’Arena dove si è intrattenuto qualche minuto con le giocatrici della Magnolia, approfittando dell’occasione per una foto ricordo col gruppo rossoblù in vista della Final Eight di Coppa Italia.
Poi, a sera, l’appuntamento – con tanto di conviviale aperta ai dipendenti del pastificio – presso il convitto ‘Mario Pagano’, dove lo stesso sprinter si è intrattenuto in una chiacchierata con Michaela Marcaccio, ufficio stampa dell’azienda.
«La tenacia è un valore molto importante nella mia vita – ha argomentato entrando nel fil rouge che lo lega alle caratteristiche dell’azienda partner – i miei inizi agonistici non sono stati semplici, sono stato caparbio. Accanto a me la famiglia, mia madre in particolare, è stata importante, così come la mia famiglia, mia moglie, i miei due figli, gli amici, i miei tecnici, in particolare Paolo Camossi, che mi sono stati sempre vicino. Loro sono la mia forza, la mia spinta a dare il massimo in ogni circostanza, in ogni allenamento, considerando il fatto che devo allenarmi sempre a Natale, come a Pasqua».
A raccontarsi, peraltro, è stata anche la compagna di vita di Jacobs Nicole Daza. La sua visione è stata quella più intimistica dell’uomo Marcello (per rifarsi alla parole del telecronista Rai Franco Bragagna al termine della finale di Tokyo).
«Provo ad essergli sempre vicina, provando a supportarlo nei momenti difficili».
«Mia moglie Nicole – ha rimarcato Jacobs – è per me fondamentale, una presenza costante». Per i due, trasferitisi da Brescia a Roma, l’Urbe è «bellissima, ci troviamo al meglio».
Parlando delle sue preferenze alimentari, Jacobs ha affermato di amare «la pasta integrale, dovendo osservare un regime alimentare molto ferreo con cinque pasti al giorno. Adoro l’amatriciana, ma a cucinare è mia moglie perché io non sono capace».
Sulla fama figlia del successo olimpico ha poi aggiunto: «Mi riconoscono e mi fermano per strada, ma tutti i miei fan sono molto educati – ha precisato – perché gli appassionati mi chiedono un autografo ed un selfie. Vivo questo successo con molta serenità e, sinceramente, è un aspetto che mi fa piacere».

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