Il ruolo delle Province, dopo la riforma introdotta dalla legge Delrio, continua a essere al centro di un equivoco che oscilla tra percezione e realtà. Considerate spesso enti svuotati di potere perché trasformati in organismi di secondo livello, le Province restano invece snodi fondamentali nella gestione di funzioni essenziali come viabilità ed edilizia scolastica. È proprio su questo crinale che si inserisce l’esperienza amministrativa della Provincia di Campobasso, guidata dal novembre 2023 dal presidente Giuseppe Puchetti, sindaco di Larino, il cui mandato proseguirà fino al 2027.
A certificare l’attività svolta è un opuscolo programmatico e consuntivo firmato dallo stesso Puchetti e dalla sua amministrazione, una squadra dichiaratamente bipartisan che rivendica un approccio pragmatico, lontano da contrapposizioni ideologiche e concentrato sulla gestione concreta dei problemi del territorio. “Un impegno concreto per il territorio” è il titolo scelto per sintetizzare un’azione amministrativa che, come si legge nell’introduzione, nasce da una “visione condivisa” e da un forte senso delle istituzioni.
Il primo dato che emerge riguarda la capacità finanziaria. Negli ultimi tre anni, l’ente è riuscito a recuperare complessivamente 18 milioni di euro dagli avanzi di amministrazione: circa un milione con il primo bilancio, dieci con il secondo e sette con il terzo. Un risultato non scontato per un ente che, dopo la riforma, ha dovuto fare i conti con risorse limitate e competenze rimaste sostanzialmente invariate. Il settore Risorse Umane e Finanze, definito nell’opuscolo “il cuore amministrativo”, ha garantito – si legge – una gestione economica “trasparente e sostenibile”, assicurando il rispetto delle scadenze e una programmazione capace di attrarre ulteriori finanziamenti .
Uno dei fronti più rilevanti è quello dell’edilizia scolastica. La Provincia di Campobasso gestisce numerosi istituti superiori, molti dei quali non di proprietà dell’ente, con un impatto significativo sui conti pubblici a causa dei canoni di locazione. Da qui la scelta strategica di investire nella costruzione di nuovi plessi per ridurre progressivamente questa voce di spesa. È il caso dell’alberghiero di Bojano, del nuovo polo scolastico di Termoli – realizzato con fondi Pnrr accanto all’Industriale e destinato a ospitare anche l’Artistico – e del convitto in programma a Larino.
Una pianificazione che tiene conto anche di un dato strutturale: il calo demografico. Negli ultimi 25 anni, gli studenti delle scuole della provincia sono diminuiti di oltre 17mila unità, un numero che impone una razionalizzazione della rete scolastica. «Non è sostenibile mantenere l’attuale distribuzione», è la linea del presidente, che punta a plessi moderni e funzionali a bacini territoriali più ampi.
Altro capitolo centrale è quello della viabilità. La Provincia gestisce circa 1.400 chilometri di strade, una rete estesa e fragile, messa ulteriormente sotto pressione dagli eventi meteorologici estremi delle ultime settimane. Frane e smottamenti hanno reso necessario un impegno straordinario, sia in termini di manutenzione sia di messa in sicurezza. I numeri contenuti nell’opuscolo danno la misura dell’attività: circa 50 milioni di euro di investimenti complessivi, con 31 cantieri conclusi, 19 in corso, 24 in appalto e 29 progettazioni attive .
Nel dettaglio della programmazione, emerge una fitta rete di interventi distribuiti su tutto il territorio provinciale: dalla messa in sicurezza delle strade nei piccoli centri fino ai lavori più complessi su ponti e arterie principali. Una mole di attività che testimonia come la Provincia continui a svolgere un ruolo operativo cruciale, nonostante le limitazioni strutturali imposte dalla riforma.
Accanto agli ambiti tradizionali, l’ente ha rafforzato anche i servizi agli enti locali e alle imprese, attraverso strumenti come il Suap associato e i servizi digitali, oltre alle competenze in materia di trasporti e ambiente. Sul fronte ambientale, l’azione si articola nel controllo delle autorizzazioni, nella gestione dei rifiuti (in particolare Raee) e nelle attività di monitoraggio e tutela del territorio, con interventi mirati anche alla prevenzione dei rischi idrogeologici .
Il quadro che emerge è quello di un ente che, pur depotenziato nella percezione pubblica, continua a essere centrale nella gestione quotidiana del territorio. Un ruolo che richiede, secondo Puchetti, un approccio basato sulla collaborazione istituzionale e sulla capacità di fare squadra. «In un territorio fragile e frammentato come il nostro le opposizioni ideologiche non aiutano», è il messaggio che accompagna anche la recente rielezione del Consiglio provinciale, avvenuta nei giorni scorsi e caratterizzata da una netta affermazione del centrodestra.
Ma per il presidente, la variabile politica resta secondaria rispetto alla qualità del lavoro amministrativo. Gli incarichi ai consiglieri delegati saranno definiti collegialmente, con un criterio chiaro: competenze e disponibilità. Una linea coerente con l’impostazione adottata finora e che ha permesso, rivendica Puchetti, di raggiungere risultati significativi grazie a un “gioco di squadra” costante.
In definitiva, l’esperienza della Provincia di Campobasso rappresenta un caso emblematico di come gli enti di secondo livello possano continuare a incidere concretamente sul territorio. Tra difficoltà strutturali, risorse limitate e nuove sfide – dal calo demografico al dissesto idrogeologico – l’azione amministrativa si misura sulla capacità di trasformare vincoli in opportunità. Con un obiettivo dichiarato: garantire servizi, infrastrutture e prospettive di sviluppo a una comunità che, pur in contrazione, continua a chiedere risposte.
ppm






















