Presidente, per le opposizioni e in particolare per il Pd, i tagli previsti dal piano operativo sono la prova del fallimento della filiera istituzionale di destra. «Guardi non voglio scendere in questa polemica. Cosa dovrei fare? Ricordare le responsabilità dei governi di sinistra per il decreto Balduzzi? Per il Dm 70 e il Dm 77? Abbiamo cose più importanti adesso a cui pensare».
Il giorno in cui viene pubblicato il documento di programmazione 2026-2028 per la sanità molisana, Francesco Roberti è a Roma. Incontri istituzionali a diversi livelli già concordati e, indipendentemente da quanto avviene a Campobasso, di sanità si è molto discusso. Non solo ieri ma anche mercoledì, quando in Conferenza delle Regioni c’è stato il confronto con il nuovo dg di Agenas, Angelo Tanese. «Ho preso già contatti per approfondire con lui il ragionamento. La mia richiesta, di cui parleremo meglio presto, è che il governo e le sue agenzie mettano il Molise nelle condizioni di uscire dal commissariamento. Come è avvenuto per la Calabria, noi non chiediamo concessioni – sottolinea Roberti – ma lo stesso trattamento riservato agli altri».
Nero su bianco, nel documento dei commissari Bonamico e Di Giacomo – che recepisce le «prescrizioni vincolanti di modifica e integrazione richieste dal ministero della Salute e dal ministero dell’Economia e delle Finanze», si legge nel decreto 62 del 29 aprile 2026 – la disattivazione dell’Emodinamica di Termoli dal 31 ottobre, quella del Punto nascita di Isernia da subito e la riconversione del Caracciolo in ospedale di comunità a partire da giugno.
Il presidente della giunta aveva anticipato: come Regione, impugneremo atti che riterremo lesivi della sanità pubblica molisana. E lo conferma: «Il piano operativo verrà impugnato nelle sedi opportune». Quelle giudiziarie, quindi davanti al Tar. E toccherà agli avvocati trovare gli appigli formali e sostanziali. Punti in cui l’impianto non tiene. Per esempio, un passaggio sul laboratorio di emergenza cardiologica del San Timoteo. Se ne prevede la disattivazione entro il 31 ottobre 2026.
Bisogna firmare gli accordi con gli ospedali della Puglia, prima. Ma nel piano il lasso di tempo è motivato così: «Tanto in considerazione del fatto che nel periodo estivo il basso Molise è interessato da un considerevole flusso turistico con significativo aumento dell’utenza». Il che, a rigor di logica, attesta che l’Emodinamica a Termoli è necessaria.
«Questo dimostra l’illogicità di certi ragionamenti portati avanti dai Tavoli tecnici. Senza dimenticare che tre anni fa per il San Timoteo si chiedeva la chiusura del Punto nascita e non dell’Emodinamica. Ora cosa è cambiato? Sono cambiati i componenti del Tavolo, o alcuni di loro? Capisce bene che non è un metodo di programmazione efficace questo. E, al fondo di tutto, il decreto Balduzzi e i suoi criteri non vanno bene per il Molise. Quindi, nelle sedi politiche torneremo a chiedere con forza di essere messi nelle condizioni di uscire dal commissariamento. Le ribadisco: non vogliamo concessioni, il Dm 70 non è calibrato per realtà come la nostra e Roma deve riconoscerlo dandoci una deroga, un margine di manovra».
L’impugnativa, anticipa Roberti in linea di massima, riguarderà la chiusura di Emodinamica e Punto nascita e il declassamento del Caracciolo. «Anche qui, secondo quale logica? Al contrario dei servizi che secondo il Balduzzi non ci toccano, abbiamo diritto a una sola Emodinamica, invece l’ospedale di area disagiata è previsto proprio dalla norma. Allora perché declassarlo? Perché è in perdita? Beh, credo sia fisiologico per una struttura che si trova, appunto, in area particolarmente disagiata».
Questi tagli porteranno però nelle casse della Regione i primi 45 milioni dei complessivi 90 stanziati dal governo Meloni per ridurre il disavanzo sanitario. «Sto aspettando di vedere se arriveranno e quando». Roberti non sente il canto di questa sirena… Se entro una settimana non saranno “accertati” i fondi in entrata a Palazzo Vitale, l’impugnativa sarà certa. O meglio, sarà più rapida. ritai























