Il presidente della Regione ha chiuso la partita “ polemica sul rimpasto di giunta” prima ancora di entrare nell’Aula del Consiglio che si è riunito ieri.
«Noi abbiamo già discusso su questo, non ci sono fibrillazioni: aspettiamo solo il momento opportuno perché abbiamo alcuni adempimenti importanti e attività in itinere che devono essere concluse. Con calma procederemo alla rivisitazione della giunta», ha detto. Quindi dopo il varo del bilancio? «Sicuramente dopo il bilancio, perché abbiamo delle urgenze da tenere in debita considerazione, a partire dall’emendamento (al Milleproroghe, ndr) sulla riorganizzazione del disavanzo sanitario e dal programma che il Ministero ci ha chiesto per ridurre il deficit nei cinque anni, secondo gli accordi con il Mef», sottolinea il presidente.
Le indicazioni dei partiti sono ormai note. Per FdI, fuori Iorio e dentro D’Egidio. Per Forza Italia, invece, avvicendamento fra Di Lucente e Di Baggio. Il nome del Molise che vogliamo nell’esecutivo rimane quello di Cefaratti se però si dimette da consigliere. «Ogni partito ha avuto un colloquio con me e ha deciso di rivedere alcune deleghe. L’attribuzione sarà di mia competenza, in base agli uomini che entreranno in giunta. Ogni forza politica concorderà all’interno del gruppo l’eventuale staffetta», ha concluso Roberti sull’argomento.
Nessuna fretta, dunque. Il bilancio di previsione va approvato entro il 30 aprile. E al dossier sta lavorando, insieme ai colleghi assessori, proprio Cefaratti.
Tra le interpellanze e mozioni discusse in Assise, quelle degli esponenti di opposizione Gravina e Romano sulla destinazione dell’ex hotel Roxy e sulla costruzione di una sede unica per la Regione. Ai quesiti ha risposto l’assessore alle Infrastrutture Michele Marone ricordando che il governo Roberti è stato il primo a stanziare risorse Fsc per la sede unica regionale e che si sta procedendo con l’iter, il cronoprogramma si allunga però di un anno almeno.
Prima destinato diventare a studentato ma l’operazione attraverso Invimit fallì, poi questo esecutivo ha tolto l’ex Roxy dal piano delle alienazioni inserendolo fra gli investimenti acon fondi Fsc. «Una giravolta amministrativa che non chiarisce però l’effettivo avanzamento della progettazione né la reale volontà politica di procedere», il commento di Gravina in una nota. Nella replica in Aula ha espresso «profonda delusione per risposte che confermano l’approssimazione con cui questa giunta assume decisioni politiche». Ha aggiunto che non è stato chiarito nulla sul destino dei progetti passati.
In apertura dei lavori, con un messaggio del presidente del Consiglio Quintino Pallante, l’omaggio alle vittime delle foibe in onore del Giorno del Ricordo. «Violenze, discriminazioni e persecuzioni frutto di odio e rancore di stampo nazionalistico e politico. Lo stesso odio e il medesimo rancore che purtroppo, ancora oggi, sono alla base di ogni ingiusta persecuzione nel mondo di singole persone, di gruppi più o meno organizzati, se non di popoli interi. Da questo giorno – ha detto Pallante – e dal ricordo di quei fatti, dunque, colleghi, dobbiamo prendere la forza politica, la determinazione operativa e la convinzione ideologica per far sì che mai qualcuno possa nel futuro essere discriminato per la propria nazionalità o per la propria cultura. Solo avendo rispetto degli altri avremo realmente rispetto di noi stessi, del nostro passato, delle nostre tradizioni e dei nostri valori più sacri».

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